Walter Molino

Ligue 1: Falsa partenza per il PSG, ecco cosa non è andato

Ligue 1: Falsa partenza per il PSG, ecco cosa non è andato
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Una delle prime esultanze francesi di Ibra

 PARIGI, 11 AGOSTO – Il primo campionato “Big” (impossibile oramai non considerare tale la Ligue1) ad aprire i battenti lascia subito la primissima sorpresa. Nel programma della prima giornata del campionato francese i riflettori non potevano che essere puntati sul Parco dei Principi di Parigi dove il Dream Team, o forse sarebbe meglio dire équipe de rêve, di Carlo Ancelotti riceveva il Lorient. Alla vigilia tutti pensavano che la formazione della Bretagne fosse la prima vittima sacrificale da dare in pasto ai milioni che corrono del PSG. Ma il calcio per fortuna è un’altra cosa. Solo 2-2 il risultato.

LA FORMAZIONE – Pur dovendo far fronte a diverse assenze come  Thiago Silva, Sissoko, Pastore, Sirigu in panchina non al meglio e Lucas che arriverà solo a Gennaio, l’ex tecnico Milanista ha comunque potuto schierare una squadra di tutto rispetto. Molti alla vigilia del campionato si aspettavano che Carlò mettesse in campo un 4-2-3-1 molto sbilanciato, mentre ieri invece ha optato per un 4-3-3. Tridente con Ibrahimovic, Lavezzi e Menez. Verratti subito schierato mezzala al fianco di Chantome e Bodmer e in difesa Sakho (che poi probabilmente lascerà il posto a Thiago Silva) ha affiancato Alex. Jallet e Maxwell i terzini. Nenè e Gameiro, grandi protagonisti della scorsa stagione, lasciati in panchina. Quando tornerà Pastore e arriverà anche Lucas, questo modulo rischia però di scontentarne almeno 2, e probabilmente per gran parte dei giocatori parigini è più congeniale giocare su una  trequarti dietro una punta, che tutti insieme in un tridente.

PRIMO TEMPO ASSURDO – Il risultato alla fine del primo tempo è molto significativo. Il Lorient conduce sui padroni di casa per 0-2. Nello spogliatoio Ibra si sarà guardato intorno e si sarà sentito un po’ scoraggiato. Chissà quanti dubbi saranno circolati nella sua testa. Ma in generale tutto il motore della squadra non si è acceso nel primo tempo. Tutto l’attacco è stato poco incisivo e la difesa ha dato una mano agli avversari. Specie Maxwell, che con un autogoal ha portato in vantaggio la squadra allenata dal padre di Gorcouff. Altri allenatori, tipo Mourinho, forse avrebbero fatto tre cambi all’intervallo. Ma Ancelotti ha usato sangue freddo ed ha deciso di rischierare tutti gli 11 uomini.

SVEGLIA – Prima di cominciare la ripresa, si è visto subito un Ibra carichissimo a dialogo con Lavezzi. Giusto per capirci il Lorient nel secondo tempo è riuscito pochissime volte ad affacciarsi nell’area avversaria. Verratti sembra non integrarsi ancora al meglio (era all’esordio in una massima serie)  e al 58° esce per far spazio al più rodato Matuidi, ed esce anche Bodmer per far spazio a Nenè. Ecco la svolta, il cambio di modulo. Passando al 4231 con Nenè Menez e Pastore dietro Ibra e con due mediani purissimi come Matuidi e Chantome la squadra sembra esser messa meglio in campo, anche se bisogna considerare che il Lorient era tutto arroccato in difesa. I lampi di Lavezzi sono gli stessi del Napoli, ma ci sono evidenti limiti tecnici, diversi palloni non vengono stoppati al meglio, e gli errori sottoporta continuano ad imperversare su di lui. Anche Ibra decide di dare una scossa alla porta colpendo un clamoroso palo. Menez sembra non integrarsi molto con gli altri due, spiccando solo in qualche azione personale. Men che mai Nenè. Al 64° Ibra fa il suo goal. Grande stop di petto in area palla a terra, e ciabattata al pallone comunque efficace. Il PSG ci prova e ci riprova ma il pareggio arriva solo all’88°, rigore ed espulsione e Ibra inchioda il pallone in rete firmando la sua prima doppietta francese. Nulla da fare nel finale di partita.

AMALGAMA – Uno dei personaggi più caratteristici del calcio nostrano, Angelo Massimino, sicuramente si concilierebbe al meglio con lo sceicco Al-Khelaifi: si potesse comprare, l’amalgama, il Qatariota subito metterebbe mano al portafoglio. Ma questa no, mi dispiace, non si può comprare. Molte sono le analogie con il Brasile olimpico, solo medaglia d’argento a Londra 2012, molte individualità e poco gioco. Non c’è coralità, ognuno cerca di fare il suo. Solo a tratti si è visto qualcosa di positivo, con uno scambio sull’asse Lavezzi-Ibra-Menez con il francese che ha ricevuto un delizioso pallone d’esterno dallo svedese, che poi ha però messo alto. C’è molto da lavorare per Ancelotti, anche in vista delle più importanti gare europee. Quando il PSG riuscirà a muoversi come una squadra d’insieme allora probabilmente non ce ne sarà per nessuno. Ma finchè bisognerà aspettare i lampi dei singoli sarà dura. Anche in Ligue 1. E chi pensava che il PSG potesse fare 114 punti o cose simili, è meglio che si ricreda. La settimana prossima si va in Corsica ad Ajaccio. E per le ex stelle della Serie A sicuramente verrà un po’ di nostalgia.

A cura di Walter Molino

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