Orazio Rotunno

Mercato Milan, tre buoni motivi per non prendere Kakà

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MILANO, 8 AGOSTO – E’ il K-day: l’incontro Perez-Galliani avverrà questa notte poche ore dopo il match fra Real e Milan. Il mercato oggi conoscerà un esito importante dei propri piani, che potrebbero essere stravolti in entrambi casi, arrivasse Kakà o no. Ma davvero è lui nuovamente l’uomo giusto per risollevare un Diavolo spento e dimesso?

KAKA’, UN RITORNO FRA MILLE CONTRADDIZIONI – Il nome di Kakà scalda i cuori, la passione ed i ricordi di tifosi e società. Ma porta in dote numerosi controsensi nella politica intrapresa dal Milan da quest’anno, a livello economico e giovanile.

Punto uno: Kakà è ben noto, guadagna 10 mln l’anno, al lordo in italia equivalgono a 20 mln: anche ammesso che decida, e non è affatto probabile, di dimezzarsi l’ingaggio, il Milan dovrebbe sostenere un ingaggio di 5 milioni di euro, pari a 10 al lordo. In pratica, quanto guadagnava il sacrificato Thiago Silva prima dello pseudo-rinnovo dello scorso giugno. Arriverebbe gratis è vero, anche questo tutto da vedere, ma facesse bene quest’anno cosa accadrà al termine del campionato? Kakà rimarrà un ritorno fine a se stesso, perchè la società non avrebbe gli almeno 20 mln poi necessari al suo riscatto, e soprattutto dovrebbe sostenere da sè, e non più con l’aiuto del Real, l’oneroso ingaggio del brasiliano.

Punto due: l’arrivo di Kakà sarebbe totalmente fuori logica dopo le dichiarazioni di Berlusconi, riguardo ad un settore giovanile rossonero da lanciare, stile cantera-blaugrana, e con un El Shaarawy nel ruolo dell’ex 22 in rampa di lancio dopo essersi fatto le ossa l’anno scorso. Il ritorno del brasiliano rappresenterebbe anche un ritorno al passato, rilevatosi decisamente negativo: Sheva, Dinho, Emerson e Rivaldo, tanto nome e poca sostanza puntualmente preferiti ad un progetto lungimirante e soprattutto giovane. Se l’esperienza insegna, l’affare non si farà.

Punto tre: tutto serve in questo momento al Milan fuorchè un altro trequartista: Boateng, Cassano, Robinho ed Emanuelson. Se c’è un ruolo in cui i rossoneri sono coperti è proprio questo, urgono rinforzi e concentrare le poche risorse economiche disponibili su di un centrale di difesa, un terzino sinistro e una prima punta di ruolo. Soprattutto in quest’ultimo reparti Allegri è terribilmente scoperto, il solo Pato, sempre accompagnato da un enorme punto di domanda, non può bastare e per una punta di livello vanno conservate le maggiori disponibilità della società. Risorse che l’arrivo di Kakà prosciugherebbe: ne vale davvero la pena?

 

Orazio Rotunno

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2 Responses to Mercato Milan, tre buoni motivi per non prendere Kakà

  1. pippo 8 agosto 2012 at 12:26

    punto uno: se kakà decidesse di dimezzarsi l'ingaggio verrebbe anche spalmato se dovesse essere riscattato e se kakà avesse fatto bene il prossimo anno è giusto e logico riscattarlo e galliani è troppo furbo per pagare 20mln troverà un altro modo

    punto due: il blasone che porta un giocatore come kakà è importante e porta altri liquidi da sponsor che compensano gli addii di thiago e ibra

    punto tre: emanuelson e boateng sono trequartisti??? per allegri forse perché non ha mai allenato un trequartista come kakà… emanuelson nasce come giocatore di fascia boateng come mezz'ala(bravissimo negli inserimenti ma non ha inventiva) e cassano e robinho si contano sulle dita di una mano quando sono stati usati in quella zona… senza contare che max sta seriamente pensando all'idea di usare due giocatori di movimento dietro l'unica punta.

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    • francesco 8 agosto 2012 at 18:26

      kaka è stato un grande, ma adesso al milan serve altro e kaka sarebbe di troppo. andrebbe bene solo gratis e con ingaggio dettato dal milan.

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