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Serie A, per lo scudetto ancora lotta Juve-Milan. Ma occhio alle outsider

Serie A, per lo scudetto ancora lotta Juve-Milan. Ma occhio alle outsider
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Stramaccioni e Zeman pensano in grande, sogna anche il Napoli. Sorpresa viola?

MILANO, 6 AGOSTO – Juventus, Milan, ma non solo. Con quasi tutte le squadre occupate a gestire la propria spending review, con tanto di rivoluzioni più o meno annunciate, la nuova Serie A potrebbe avere molti attori non protagonisti in ballo per una candidatura più importante. Quando si deve parlare di lotta scudetto, le metafore più utilizzate sono tutte prese in prestito dal mondo dei motori (“pole position”, “rush finale”, “ultimo giro”, “griglia di partenza”); questa volta proveremo ad immaginare il lungo percorso che ci porterà all’assegnazione dello scudetto – verosimilmente il 19 maggio 2013 – come a una scalata, aspra e impervia a seconda delle difficoltà.

LE DUE LITIGANTI  − Le zebre di Torino e i diavoli rossoneri partono con un’attrezzatura più consona alla destinazione. I bianconeri quest’anno hanno tutti i favori del pronostico per ben due motivi: sono i campioni in carica e sono stati protagonisti sul mercato; pur dando l’addio allo storico capitan Del Piero hanno fra le mani quelle pedine che, per fame e voglia di riconfermarsi, possono fare la differenza. Per prestigio e senso di rivalsa seguono l’ombra della Vecchia Signora i reduci di quella squadra che per una scivolata sul traguardo (altro termine abbastanza ciclo-motoristico) non hanno conquistato la cima: dando il via all’opera di svecchiamento, Galliani ha fatto sì che la nostalgia si incarni nel solo Ambrosini, lasciando ad Allegri il compito di plasmare una squadra giovane e senza troppe prime donne dal brutto caratteraccio. Salutati Ibra e Thiago, l’impressione è che il tecnico livornese si stia fregando le mani (in questo, sembra essere in buona compagnia, vedi Pato e Berlusconi padre): meno problemi di spogliatoio, meno fari puntati sul suo lavoro e, si spera, meno infortuni. Tutto bello, tutto vero; peccato che, come sempre, non è tutto oro quel che luccica (a meno che non si abbia uno sceicco in famiglia). In Corso Galileo Ferraris le preoccupazioni non mancano: il procuratore Palazzi, facendo saltare il banco dei patteggiamenti, ha di fatto lasciato la società bianconera in uno stato d’incertezza difficilmente programmabile; senza Conte in panchina, senza uno dei perni della difesa titolare, con il top-player che stenta ad arrivare e una Champions da giocare senza più un’infermeria praticamente vuota il 31esimo ( o 30esimo o chissà cosa ) scudetto non è poi così matematico. D’altra parte il Milan si ritrova a dover convivere con delle scomode eredità e a dipendere dalle fortune di Pato: se il “papero” dovesse finalmente esplodere, senza ricadute di ogni tipo, allora i giochi sarebbero apertissimi, un’altra travagliata stagione invece farebbe rimpiangere i gol di un bomber da quasi trenta centri stagionali, praticamente assicurati, come Ibrahimovic.

KUNG-FU INTER – I nerazzurri, come i cugini, hanno vissuto una rivoluzione generazionale partendo dall’allenatore per poi arrivare agli innesti sul campo. In procinto di salutare Julio Cesar e, con qualche incertezza in più, Maicon, la squadra si ritrova a navigare sull’onda dell’entusiasmo e della grinta portata da mister Stramaccioni. Il tesoretto racimolato da un monte ingaggi notevolmente alleggerito e la fresca linfa in arrivo da Pechino possono far sì che il club di Moratti possa fare il definitivo salto di qualità, pur partendo dall’inferno dei preliminari di Europa League. Il segreto sarà riportare Snejder al centro del progetto: il perno di una colonna vertebrale composta da Handanovic, Samuel (o Silvestre se dovesse confermarsi a grandi livelli), Guarin (pronto a far vedere in Italia la sua vera classe) e Milito. Manca qualche puntello; qualora Branca si presenti ad Appiano con un regalo alla Lucas (dopo le conferme dei siti brasiliani su un suo passaggio al Psg, sono arrivate le smentite dell’agente), i tifosi nerazzurri, di natura pessimisti, potrebbero anche iniziare a sognare.

L’IMPERO DI ZEMAN – L’entusiasmo nella Capitale è alle stelle. Meno per quanto riguarda la sponda biancoceleste, esageratamente alto sul fronte giallorosso; il progetto di una Roma “americana” pare stia dando i suoi frutti: Sabatini e Baldini hanno scandagliato il mercato nostrano e internazionale alla ricerca di giovani utili alla causa di Zdenek Zeman. E’ quest’ultimo, forse, il valore aggiunto di Totti e compagni. Dopo la parentesi di Luis Enrique si andava alla ricerca di più concretezza, senza però abbandonare il brio e l’imprevedibilità che hanno contraddistinto la squadra romana la scorsa stagione. La cura atletico-tattica del boemo dovrebbe aver rivitalizzato i vari Bojan, Pjanic e Lamela senza dimenticare l’arrivo in attacco del principe della telenovela estiva più seguita: quel Mattia Destro che promette di confermarsi in Nazionale a suon di gol. C’è poi Osvaldo, De Rossi, il duo Bradley-Tachtsidis tutto da scoprire. Di sicuro, da queste parti ci divertiremo e, del resto – tornando alla nostra scalata – si stanno abituando a suon di sgridate a salire tutti i possibili gradoni.

L’IMPREVEDIBILITA’ DEL CIUCCIO – Portato a casa il primo titolo dell’era De Laurentiis e in procinto di duellare per la Supercoppa Italiana, il Napoli quest’anno non dovrebbe ripetere l’altalena di prestazioni che lo hanno portato in Europa League. Senza lo sforzo fisico, ma soprattutto psicologico, della Champions il team di Mazzarri potrà dare filo da torcere fino alla fine a tutte le altre pretendenti al titolo: senza Lavezzi è esploso Pandev, Insigne è tornato per ottenere la propria consacrazione anche nella massima serie, con Gamberini e Behrami si è alzato il tasso qualitativo della squadra. Se Bigon riuscisse a portare a casa delle valide alternative a Maggio e Zuniga, Aurelio De Laurentiis potrebbe davvero covare la speranza di girare un nuovo film: quello con il San Paolo tinto di tricolore.

CHI DORME NON PIGLIA PESCI – Ben più lontane dalla scia delle altre squadre ci sono quelle che, ad oggi, possono essere considerate come clamorose sorprese: Udinese, Lazio, Fiorentina. Per tutt’e tre servirebbe un miracolo, ma la palla è pur sempre rotonda e gli incidenti di percorso possono sempre avvantaggiare chi si muove dalle retrovie. A dar fiducia a queste tre sorelle potrebbe pensarci una riflessione di Jean-Paul Sartre: «Non  ci sono ostacoli assoluti. Ciò che è ostacolo per me, infatti, non lo sarà per un altro». L’importante dunque è attrezzarsi bene e tenersi sempre pronti: il Verona dell’85 e la Sampdoria del ’91 dovrebbero insegnare qualcosa.

A cura di Francesco Tarricone

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One Response to Serie A, per lo scudetto ancora lotta Juve-Milan. Ma occhio alle outsider

  1. urlo 7 agosto 2012 at 8:46

    Se Roma, Inter e Napoli sono da scudetto allora può vincerlo pure il Toro! La Fiorentina è da fascia medio-bassa della classifica, Udinese e Lazio se la giocheranno alla grande come gli ultimi 2 campionati.

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