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Tre allenatori, tre nomi, tre storie. Il nostro podcast del mercoledì ci porta oggi a spasso tra vite e carriere diverse, appuntamenti del presente, aneddoti del passato e progetti del futuro.

Si parte da Alberico Evani, commissario tecnico della nazionale italiana al posto dell’ammalato Roberto Mancini. Stasera gli azzurri se la vedranno con la Bosnia, “che ci ha sempre creato problemi” ha detto l’allenatore. Sarà su questa panchina per poco tempo Evani, ma forse ha già capito tutto. Ha capito i rischi innanzitutto: “Abbiamo fatto tanti sacrifici, ci siamo costruiti la possibilità di arrivare primi nel girone. Sarebbe brutto non arrivare al primo posto, ma dovremo guadagnarcelo“. Come sempre sarà il campo a parlare. Gli azzurri hanno una guida che li ha saputi interpretare in un attimo.

Antonio Conte, futuro in Premier?

Non le manda a dire Antonio Conte, che si è raccontato ai microfoni del Telegraph partendo proprio dal mercato. “Avevo chiesto alla società due nomi. Il primo era Romelu Lukaku, il secondo era Virgil van Dijk”.  Un allenatore esigente, si sa, ma che è in grado di plasmare i giocatori e di prendere da loro il massimo. Il belga ad esempio è al massimo splendore della sua carriera e il merito sembra essere proprio anche di Antonio Conte, che si è definito un suo insegnante. Il problema è capire per quanto tempo andranno avanti le lezioni, visto che il tecnico parla anche di futuro: “Ho questa stagione e un altro anno di contratto con l’Inter e ho iniziato un progetto qui e, sinceramente, voglio continuare e restare per molti anni perché stiamo costruendo le basi. Ma sicuramente nel mio futuro vorrei tornare in Inghilterra per fare un’altra esperienza“. Sirene d’allarme in arrivo?

Fassone racconta Gattuso

Il terzo nome è quello di Gennaro Gattuso, ma a parlare non è lui, bensì Marco Fassone. Il dirigente ex Milan, che lo aveva ingaggiato, è intervenuto su Radio Marte per parlare del primo Ringhio allenatore e per raccontare di come, insieme a Mirabelli, fosse rimasto colpito dalla bravura del campione del mondo. “Ricordo bene quando andammo a incontrarlo per la proposta. Lui accettò con entusiasmo e poi capì il nostro progetto. Accettò uno stipendio veramente modesto, si mise in discussione totale“. D’altronde Gattuso è questo, sincerità e trasparenza. Anche se si parla di denaro.

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