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La Opinión

Gattuso e il Napoli non facciano l’errore di bocciare e bruciare Osimhen

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A Napoli Osimhen (sì, si pronuncia così) l’hanno fatto già diventare un caso e questo spiega perché il campionato italiano è pieno di insidie per un ragazzo di appena 21 anni. Dopo un inizio promettente, per Victor sono arrivate le prime difficoltà. Se gli negano la profondità, fa fatica. La sua generosità e la sua falcata sono uniche nel suo genere, ma non bastano a compensare qualche errorino di natura tecnica. È lì che Victor dovrà andare a migliorar e ad affinarsi: si può.

Il resto son qualità visibili. Contro il Sassuolo gli è mancato il killer istinct, parte della sconfitta è anche colpa sua: ha avuto due palle goal più che nitide e le ha cestine. Non esattamente come un numero nove. Osimhen va aspettato e non sarà la valutazione di mercato a cambiare questa idea: per 70 milioni è lecito aspettarsi di più? Certo, ma un calciatore è prima che un professionista un valore umano, non un’etichetta, non un prodotto per il consumatore. Osimhen è incappato in una serata no, la terza consecutiva: dopo 7 partite è a quota una rete, altre le ha fatte realizzare partecipando attivamente.

La fluidità che ha dato alla manovra del Napoli è evidente, così come qualche limituccio quando si tratta di ragionare e compiere scelte a sangue freddo. Gattuso non deve compiere un errore madornale con lui: non deve accantonarlo, ma anzi insistere. Intanto, le critiche a mezzo social – dove sbuca il fantasma di Milik – sono incommentabili. Ma sono un’altra storia: sta a Victor smentirle, con la speranza che giudizi avventati non finiscano per bruciarlo.

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