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La Opinión

Giù le mani da Bernardeschi: gli serve solo una nuova piazza

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Giù le mani da Federico Bernardeschi. Per carità, sul suo rendimento andrebbe steso un velo pietoso, ma possiamo dargli le sue attenuanti. Oggi, Federico è la bruttissima copia di quello visto a Firenze e i motivi sono molteplici.

La sua involuzione parte da lontano, dal suo ultimo vero acuto: Juventus-Atletico Madrid. Ronaldo sugli scudi, certo, ma Berna a fargli da spalla, a incantare, squarciare e devastare. Di lì in poi, il vuoto. Il progetto di Allegri è naufragato e lui s’è reinventato tra Sarri e Pirlo. Quando ha dovuto legare le briglie, Bernardeschi è crollato. Non più cavallo pazzo libero di fare e strafare, ma comprimario funzionale e tuttofare.

Lì è crollato tutto il castello di carte. Il problema di Federico è che non ha mai saputo reinventarsi, non si è mai riscoperto trasformista. È sembrato a lungo un pesce fuor d’acqua. Si è poi aggiunto il fattore mentale: oggi, senza fiducia, vive un momento particolare. Non si può neanche parlare di inutilità: oggi è proprio dannoso. Ma, fidatevi, è l’ultimo dei problemi di Pirlo e di casa Juve. L’errore semmai è stato restare: resta un calciatore di buonissimo livello, ma il contesto è tutto.

Gli serve una nuova piazza, chissà che finalmente non arrivi a capirlo. È stato un errore, probabilmente, rifiutare lo scambio con Milik. Probabilmente voleva solo giocarsi le sue carte in bianconero, ma ci sono piazze che potrebbero riportarlo ai suoi livelli. Affidandogli meno pressioni da risultato e soprattutto un ruolo da numero 10. Lì si vedrà se i suoi nervi saranno in grado di reggerlo.

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