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La Opinión

Ronaldo sputa sui morti di Covid

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Dissentire è ok, ma con prove e argomentazioni

La frase del giorno non può che essere quella di Cristiano Ronaldo: inutile girarci intorno, l’ha sparata grossa. Definire i tamponi una parola con molti asterischi è un’idiozia degna del peggior negazionista. Dall’alto dei suoi 280 milioni di follower il suo ruolo sarebbe quello di sensibilizzare, anche informare, veicolare un’informazione corretta.

Non è il suo mestiere, certo, ma quando si è così influenti è inevitabile. Cristiano ha sputato sui morti di covid che – al di là di quanto scrivano i sapientoni sui social, esistono – ha sputato su chi tra marzo e maggio ha sepolto i suoi cari senza la possibilità di un funerale, all’intero personale medico e a chi aspetta ore, giorni, settimane per i tamponi. Capiamo la rabbia di non giocare il Clásico del suo cuore, ma non tutti possono permettersi un isolamento in una maxi-villa.

Populismo? Qualunquismo? Benaltrismo? Forse, ma a volte è giusto ripetere l’ovvio. E attenzione, qui nessuno cerca di uniformare chi ascolta ad un pensiero unico. Ma, come nel caso della storia Instagram di Mancini, non è un comportamento accettabile da una personalità pubblica. A volte, in alcuni contesti, è giusto dissentire, ma lo si faccia con argomentazioni serie e prove tangibili. Così, è solo un negazionismo irrispettoso.

Lo stesso vale per Perin, che insinuò come il Covid fosse un prodotto da laboratorio. Di cose del genere ne leggiamo tante, ma che arrivino da persone così influenti è inaccettabile. Ci potrebbero spiegare, dati alla mano, tante cose non chiare su questa emergenza e sulla sua gestione. Questo è certo, ma così non è un buon esempio.

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