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Pirlo, equivoco alla Juve: l’errore parte dai piani alti

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La Juventus di oggi non può far altro che erigere un monumento all’ASL di Napoli e al protocollo. Acciaccata, confusa, inconcludente, la Signora non va oltre il pari contro Crotone e Verona. Sulla panchina c’è Andrea Pirlo, che è saldo al comando di una squadra che avrebbe bisogno di ben altri timonieri. L’errore è stato triplo: l’ha commesso la dirigenza della Juve, quando ha affidato la panchina ad un esordiente senza alcun tipo di esperienza. Il secondo è stato di Pirlo, attratto probabilmente dai riflettori, quando ha preferito il timone dei grandi rifiutando quello – più pedagogico, per modo di dire – dell’Under 23.

PIRLO NON INGRANA, EQUIVOCO ALLA JUVE

Il terzo, invece, è mediatico. Si parlava di idee di gioco, di Pirlolandia, di varietà di moduli, quando poi il calcio è molta pratica e poca teoria. E la varietà di moduli oggi si traduce in una sperimentazione continua e confusionaria. Ad aiutarlo dovranno essere i senatori, i rientri dopo i vari problemi, la società. I tre fattori che non hanno di certo sorriso a Sarri.

Dell’ex allenatore del Napoli, allo stesso periodo dello scorso anno, si diceva peste e corna. Eppure la sua squadra, dati alla mano, andava meglio, seppur senza rispettare le premesse. Pirlo è uomo Juve, certo, è una mossa salva-conti che accontenta dirigenza e senatori, ma sembra più una scelta tappabuchi che un reale investimento. La sensazione è che attorno al suo nome si sia creato un equivoco, a partire dall’idea di fargli saltare tutto il cursus honorum di un normale allenatore. Magari esploderà, alla Continassa si augurano tutti che il suo lavoro coadiuvato da calciatori e società porti grandi frutti. È giusto insomma concedergli tempo, quello che – però – a Sarri è mancato.

E si sapeva che la filosofia di Sarri avesse bisogno di un bel po’ di pratica, lavoro ed errori. Si diceva di lui, però, che la Juve non era il luogo adatto per aspettarlo: lì si deve vincere subito. Ora, invece, si dovrà giocoforza parlare al contrario: qual è allora la vera direzione della Juve? Ricostruzione o continuità? Intanto, potere alla gavetta: Pirlo è stato messo nel sacco da Stroppa prima e Juric poi, due che ne hanno mangiato in abbondanza, di campo.

In conclusione, Pirlo potrà essere l’uomo giusto se il tempo gli darà le risposte che cerca, ma ad oggi rispetto allo scorso anno è cambiato poco, rispetto al tanto che invece era stato promesso e auspicato. La ricostruzione di una Juve in difficoltà dovrebbe, in primis, partire dai piani alti. Prima che si bruci del tutto uno degli allenatori più promettenti.

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