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La Champions League è iniziata e ha visto anche un bell’exploit delle italiane: oggi, in Europa, conoscono anche il nome di Akpa Akpro, il centrocampista arrivato dalla Salernitana che ieri ha chiuso i giochi tra Lazio e Borussia Dortmund. Mai come quest’anno le italiane, in Europa, sembrano competitive e le possibilità di fare un’ottima figura sono elevate.

Anche e soprattutto in Europa League. È ancora viva la scottatura subita dall’Inter in finale contro il Siviglia. Il compito di tentare un’insperata vittoria che manca dal 1999 spetta stavolta a Napoli, Milan e Roma. Tre compagini navigate, con ambizioni di piazzamento in campionato anche superiori. Arriva a Napoli un AZ Alkmaar senza 13 elementi, con 19 calciatori e una squadra imbottita di giovani di belle speranze. C’è anche Maxim Gullit, figlio d’arte. Rischia di saltare? No, perché l’Uefa ha deciso che si gioca e l’ASL potrebbe entrare nel discorso soltanto se qualche calciatore accusasse eventuali sintomi.

Sul campo invece Mertens e Osimhen non dovrebbero avere problemi giganti, ma mai dire mai. Turnover anche per la Roma sul campo dello Young Boys: l’occasione finalmente per vedere Borja Mayoral dal primo minuto. Arriva dal Real, ha il peso di un ruolo dove molti hanno fallito: il vice Dzeko. Tempo di esordi anche in casa Milan: spazio finalmente a Tonali dal 1’ contro il Celtic. Di contro, un ex come Laxalt. Riparte insomma l’Europa League con il solito carico di ambizioni che quasi mai a maggio (nell’ultimo caso ad agosto) viene confermato. Ormai è una maledizione: le italiane da sempre attrezzate faticano a imporsi dai sedicesimi in poi. Ci riusciranno quest’anno?

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