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La Opinión

Conte già sulla graticola, le master class di Gattuso e Pioli

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Conte è già sotto accusa dopo quattro giornate

Conte è già sulla graticola dopo quattro giornate. Il tecnico più pagato della serie A ha preso un solo punto contro Lazio e Milan. Di contro, è già giocato la sua miglior arma: quella del lamento. “Se giochiamo con due ali come Perisic e Hakimi è inevitabile concedere di più in difesa. E pensare che c’è chi vorrebbe addirittura il trequartista”, ha dichiarato per giustificare lo sfacelo che sta combinando all’Inter. In una frase ha dunque difeso il suo scarso operato, attaccato la società che non gli ha messo a disposizione i giocatori da lui voluti e difeso la sua scelta di far fuori Eriksen. Forse gli 11 milioni glieli passa qualche stazione televisiva per fare spettacolo in conferenza stampa.

L’imbarazzante Inter di Conte riesce a far passare per fenomeni due allenatori normalissimi come Pioli e Gattuso.Il primo, dopo il lockdown  ha portato il Milan a diventare una squadra invincibile e comanda la classifica a punteggio pieno. Il secondo, sempre dopo la sosta forzata, ha vinto la Coppa Italia contro il pseudo maestro Sarri e trasformato il Napoli in una macchina da gol. Probabilmente, non vi fosse stata la pantomima con la Asl due settimane fa, il Napoli ora avrebbe gli stessi punti del Milan.

Il TG WEEK odierno di Sportcafe24.comProtagonisti nel video di Vittorio Perrone Andrea Pirlo, Antonio Conte, Zlatan Ibrahimovic e Gennaro GattusoTutte le altre notizie di giornata: http://www.sportcafe24.com/latest-news

Gepostet von Massimiliano Riverso am Sonntag, 18. Oktober 2020

Conte sopravvalutato?

Antonio Conte è sopravvalutato? Senza dubbio. Anzitutto da sè stesso. Nel momento in cui ha accettato l’Inter, dopo la Juventus, la Nazionale e il Chelsea, credeva di essere il Messia e che avrebbe vinto tutto. Invece, neanche l’ammutinamento bianconero contro Sarri è servito. E men che meno incontrare avversari imbarazzanti in quella che è una “Coppa dell’Amicizia” come l’Europa League. E’ bastato u avversario normalissimo come il Siviglia a mettere in evidenza i limiti del tecnico.

Quest’anno, con la Juve affidata a Pirlo, tuti lo danno per favorito. Alcuni dicono che potrebbe vincere il titolo con 10 punti i vantaggio. Invece, dopo aver fatto un casino per costringere la società ad assecondarlo, l’Inter sta facendo pietà. I numeri sono impietosi: otto gol subiti in quattro gare, ma, soprattutto, l’incapacità cronica di vincere gli scontri diretti. Ogni volta che il livello si alza, l’Inter assomiglia ad una squadra di Lega Pro, impaurita e incapace di combinare qualcosa di utile. In questo caos c’è una domanda che continua ad assillare i tifosi nerazzurri. Vale la pena pagare un allenatore, tra l’altro juventino, undici milioni l’anno, per assistere a tale scempio? Sono molti i tifosi che ne chiedono la testa. E il partito è destinato ad aumentare senza una svolta.

La lezione di Gattuso e Pioli

Il fallimento di Conte, perchè di quello si deve parlare al momento, è ancor più eclatante se paragonato a quello che stanno facendo Pioli e Gattuso. Non parliamo di due fenomeni, tutt’altro.  Sono due allenatori normalissimi che in carriera hanno preso molte “vangate tra i denti”. Eppure con Milan e Napoli hanno trovato un’alchimia perfetta. Entrambi ora giocano con il 4-2-3-1 e danno spettacolo. Proprio loro che hanno passato la carriera a sentirsi definire “anticalcio”.  In questo momento Gattuso e Pioli hanno una marcia in più rispetto a Conte, non perchè siano diventati geni di colpo, ma perchè fanno le cose semplici. Pioli ha rivitalizzato Rebic e Leao, ha reso più sicuro Calabria e dato nuova linfa a Calhanoglou mettendolo nella posizione a lui congeniale. Gattuso ha lavorato per un anno su Lozano facendolo tornare quello del Psv, rigenerato Koulibaly e dato una seconda giovinezza a Mertens. Nessuno dei due aveva mai giocato con il 4-2-3-1. Lo hanno fatto perchè le caratteristiche dei giocatori imponevano quel moulo.

In tutto ciò Conte pretende che Kolarov, una vita da terzino sinistro, faccia il terzo centrale in una difesa a tre, pretende da Perisic, che ha da poco vinto tutto con il Bayern giocando esterno d’attacco, di trasformarsi in un fludificante e e non riesce a trovare spazio a Eriksen che è il giocatore con più qualità della rosa. Il suo unico schema, dopo un anno e mezzo di lavoro è “palla a Lukaku e Lautaro in qualche modo e che ci pensino loro”. A questo punto la domanda sorge spontanea: e se, dopo anni passati ad esaltare Conte, si scoprise che fosse un bluff? E, soprattutto, se con la Juve in difficoltà per la gestione Pirlo e l’Inter in una crisi di nervi, questo fosse il torneo dei “normalizzatori” Pioli e Gattuso?

Davide Luciani 

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