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Inter-Milan: parola al campo o alla Asl?

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Inter-Milan si giocherà o no?

Inter-Milan rischia di essere la terza gara rinviata in serie A dopo appena quattro giornate. Conte e Pioli ogni giorno si svegliano e pregano che nessuno sia positivo al Covid. Al momento i nerazzurri battono i rossoneri per 4 positivi a 3. Sembra ormai che le gare vengano decise più da Asl e istituzioni che sul campo. Il pasticcio creato dalla Regione Campania e da De Laurentiis ha aperto un nuovo terreno di competizione, cosa succederà tra otto giorni?

Chi decide cosa?

Al momento non vi sono certezze sul derby. Con sette positivi i n totale tra le due squadre al momento non ci sono gli estremi per il rinvio, ma Inter e Milan, attualmente, hanno 16 e 14 giocatori in giro per il mondo. Il rischio che qualcuno di loro abbia contratto il Coronavirus è reale. Se perfino Ibrahimovic dopo quindici giorni risulta ancora positivo al Covid, quali sono le prospettive?

Lega e Figc hanno ribadito più volte che esiste un protocollo e va rispettato, ma la giustizia sportiva ha detto altro. Se fosse stato applicato il protocollo la Juve avrebbe dovuto ottenere subito il 3-0 a tavolino. Invece, sembra che la gara verrà considerata come una semplice partita rinviata. E’ possibile dunque che, se i casi in una squadra o nell’altra aumentino, il derby venga rimandato. Se così fosse, il Milan potrebbe tirare un sospiro di sollievo dato che potrebbe recuperare Ibrahimovic. Insomma: al momento non ci sono certezze di nessun tipo.

Inter-Milan: sfida totale

Il Milan ha strappato all’Inter Sandro Tonali quando ormai tutto sembrava apparecchiato per il passaggio in nerazzurro del centrocampista. Lo scorso anno l’Inter fece lo sgambetto ai cugini su Sensi. Il contenzioso tra le due squadre di Milano sembra non finire mai. C’è stato un tempo in cui le due società erano alleate anche sul mercato, ma ora tutto è mutato.

Suning e Elliot hanno dato due impronte totalmente differenti nella gestione delle società. La proprietà cinese ha scelto di puntare a vincere nel più breve tempo possibile, affidandola gestione ad un dirigente dal curriculum vincente e la panchina a quello che viene considerato il miglior tecnico italiano. Quella americana, invece, ha voluto puntare sui giovani, su un management molto più casalingo e un allenatore “pane e salame” come Pioli. Unica eccezione a questa idea è stato l’ingaggio di Ibrahimovic.

Questo derby non è dunque una semplice partita di calcio ma uno scontro totale tra due filosofie. L’anno scorso al Milan non bastarono due reti di vantaggio per vincere. L’Inter con una grande ripresa fece suo il match. Da quel nove febbraio, però, tutto è cambiato. Il Milan post Covid è una squadra totalmente cambiata e guarda i nerazzurri dall’alto in basso.

Sfida al contrario

Dal 22 giugno, data della ripresa del campionato, i rossoneri hanno messo insieme 12 vittorie e tre pari in campionato tra vecchia e nuova stagione. L’Inter,nello stesso periodo ha fatto più fatica e, anche con la Lazio, ha dimostrato di diventare lillipuziana negli scontri diretti. Questa è una lacuna che Conte non è riuscito a guarire. Lo scorso anno, contro Juve, Lazio, Atalanta e Roma i nerazzurri raccolsero 2 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte. Il bilancio è peggiore se si allarga alle sfide decisive in Europa, dove Lukaku e compagni hanno battuto solo una volta il Borussia Dortumnd per poi perdere due volte contro il Barca, una contro gli stessi tedeschi e la finale di Europa League contro il Siviglia. L’Inter deve dunque liberarsi di quel complesso d’inferiorità che l’attanaglia. Farlo in un derby, in cui è da anni superiore, potrebbe essere più semplice. Il Milan non vince un derby daquattro anni. Era il 31 gennaio 2016 quando i rossoneri si imposero con le reti di Alex, Bacca e Niang. Da allora solo delusioni. Sarà la volta buona?

Davide Luciani

 

 

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