Connect with us

Pubblicato

|

Metodo all’italiana: ovvero l’arte di decidere senza realmente decidere. Il Paese in cui ognuno ignora le proprie reali possibilità e sconfina in altri ambiti. Il risultato è sempre lo stesso: una pluralità di decisioni spesso discordanti. Ma legittime. Il teatrino di Juve-Napoli è questo: tutti pensano di poter decidere e a quanto pare hanno tutti ragione. E quindi, L’ASL blocca il Napoli, violando il protocollo. La Juve scende comunque in campo e si prende – verosimilmente – i tre punti a tavolino. Ha ragione la squadra di Agnelli, a scendere in campo. Il protocollo costringerebbe il Napoli a partire. Ma l’azienda sanitaria ha solo seguito una prassi, cioè quella di isolare i compagni di Zielinski ed Elmas. E, a rigor di etica, il Napoli ha affrontato una squadra da 21 positivi.

Rinviarla, forse, era una soluzione di buonsenso fin da subito. Niente da fare, ora è guerra. Ha ragione la Juve, dicevamo, ma ha tanta ragione anche il Napoli: c’è un provvedimento dell’ASL, violarlo sarebbe un reato. Ed è dunque scontro tra le istituzioni, il solito problema è che la linea di confine è davvero grigia e dal tratto incerto: hanno tutti ragione e hanno tutti torto. La sensazione è che sia un vicolo cieco in cui è impossibile prendere una decisione oggettiva. Di oggettivo c’è solo che il campionato – per quanto i vertici provino a salvare la faccia – è più che compromesso. Difficile così arrivare anche solo alla decima giornata. Al Napoli conviene intanto chiudersi in una bolla, perché così facendo evita di mandare i calciatori in Nazionale.

A proposito di nazionali, è vero che il carrozzone UEFA deve andare avanti, ma qualcuno ci dovrà spiegare il senso di giocare la Nations League con un’emergenza sanitaria in corso e i calendari ingolfati. E a proposito di calendari ingolfati, viene meno il concetto della preparazione della partita, su cui uno come Maurizio Sarri ha basato la sua tesi a Coverciano. Non bastano 3 giorni per preparare bene una partita e l’ingolfamento dei calendari farà assistere a meno capolavori tattici e più episodi e svarioni. Ammesso che – da qui a uno, due mesi – ci siano ancora partite.

Vittorio Perrone

SPORTCAFE24.COM

Facebook

BETCAFE24