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La Opinión

Juve-Napoli, emblema di un calcio senza vincitori: hanno perso tutti

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Giudice Sportivo Juventus Napoli

L’eterna lotta, l’eterno scontro, l’eterno braccio di ferro tra Juventus e Napoli ora diventa anche una battaglia tra istituzioni. La partita politica per lo svolgimento della gara ha tenuto col fiato sospeso tutti gli appassionati di calcio e non solo. Tra Napoli-Genoa e Juventus-Napoli è passata solamente una settimana, eppure è come se il tempo si fosse fermato; in quel tempo, però, è successo davvero di tutto: direttive, protocolli, regolamenti, decisioni, e polemiche, tante polemiche.

LA SITUAZIONE

Ma cosa è realmente successo, quali sono le conseguenze e cosa ci dice questa situazione? Tutto è partito dalla decisione delle due Asl napoletane (1 e 2 Nord), che hanno invitato il Napoli a bloccare la sua partenza: i calciatori in questione, cioè i due positivi Piotr Zielinski e Eljif Elmas, recandosi in trasferta a Torino, avrebbero inevitabilmente avuto contatti con una pluralità di terzi (personale dell’aeroporto, equipaggio e passeggeri del volo, personale dell’hotel sede di ritiro, addetti e tesserati della Juventus); dunque, si ritenevano non sussistere le condizioni che avrebbero consentito lo spostamento in piena sicurezza. La decisione è stata condivisa dai ministri della Salute Roberto Speranza, dello Sport Vincenzo Spadafora e dal Comitato Tecnico Scientifico dello Stato.
Il Napoli accetta, e sposta il suo domicilio a Castel Volturno, dove calciatori e staff si ritirano per un periodo di quarantena fiduciaria.

Ma cosa sta accadendo fuori? La Lega calcio decide di non rinviare la partita: sostiene, infatti, che la nota dell’Asl campana si è limitata a notificare il provvedimento ordinario di isolamento fiduciario nei confronti dei contatti stretti dei calciatori risultati positivi; quindi non dell’intera squadra, che sarebbe potuta tranquillamente partire alla volta di Torino. Allo stesso modo si schiera la Juventus, che decide di scendere comunque in campo alle 20:45.

E così, proprio alle 20:45 si assiste ad una delle pagine più tristi della storia del calcio italiano: l’arbitro Doveri, infatti, attesi i 45’ di norma, con l’ormai scontata assenza degli sfidanti, ha poi dichiarato annullata la partita. E le conseguenze per i partenopei? Il Giudice Sportivo potrebbe applicare sanzioni importanti: si potrebbe andare, infatti, verso il 3-0 a tavolino e verso un punto di penalità in classifica per il Napoli. Il club, azzurro, chiaramente, procederà per vie legali cercando di far valere la prevalenza del comunicato dell’Asl, certificato, appunto, anche da membri del Governo.

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JUVE-NAPOLI, EMBLEMA DI UN CALCIO SENZA VINCITORI

Ma restano alcune problematiche molto gravi. In certi casi, l’Italia non riesce a responsabilizzarsi, o forse non ne ha il coraggio, circa le azioni da intraprendere tra Governo e organi federali di settore, in questo caso calcio. Si pone, oltretutto, ancora il dubbio se le decisioni dello Stato, rappresentato in questo caso specifico da un’autorità sanitaria, siano o meno superiori alle norme delle istituzioni calcistiche, soprattutto in una situazione di emergenza come quella che l’Italia sta ancora affrontando.Il Napoli, infatti, non fa altro che rispettare la normativa regionale anti-Covid e fa bene. La Juventus, dal canto suo, fa altrettanto bene scendendo in campo, non essendo stata presa una decisione di rinvio da parte della Lega Serie A.

Ma se in un Paese civile le decisioni delle autorità sanitarie sovrastano quelle di Figc e Lega Calcio quando è in gioco la salute pubblica, chi ha sbagliato? La Lega Calcio e la Juventus che dicono che tutto segue i protocolli, il Napoli che poteva comunque partire, l’Asl che l’ha bloccato o chi ha permesso la ripartenza di un campionato già compromesso e falsato all’avvio? Oltretutto, Juve-Napoli potrebbe essere la gara spartiacque tra una stagione che provava a ripartire e un probabile ulteriore stop? Resta da capire chi ha ragione. Ancora una volta, però, il calcio italiano ne esce un po’ avvilito, umiliato, confuso.

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