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Mergim Vojvoda, il nuovo acquisto del Torino scampato alla guerra in Kosovo

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Un’infanzia vissuta tra fughe, disgrazie e guerra: la storia di Mergim Vojvoda, il nuovo acquisto del Torino, è un incredibile racconto di riscatto. Di quello che la vita prima ti toglie e poi sa restituirti, ripagandoti di sacrifici non convenzionali. Nato in Kosovo, Mergim, che significa esilio o emigrazione ed è un nome molto comune nel suo paese, è stato temprato dalle sventure e dalle difficoltà.

Mergim Vojvoda, il nuovo acquisto del Torino scampato alla guerra in Kosovo

Vojvoda nasce il primo febbraio 1995 a Skenderaj, nella regione di Drenica. Ovvero una delle regioni più famose del Kosovo e tra quelle più colpite dalla guerra. Il 5 marzo 1998 scoppia ufficialmente il conflitto del Kosovo, in coda a un periodo di rivolte, uccisioni e massacri. La famiglia Vojvoda (genitori e quattro figli tra cui Mergim) sono costretti alla fuga, senza avere una casa né cibo o acqua. “Abbiamo vissuto nei boschi per diversi mesi per sfuggire alle bombe – ha raccontato negli anni scorsi quello che oggi è diventato il nuovo terzino mancino dei granata –. Abbiamo viaggiato sui trattori, ci siamo nascosti tra i sacchi di grano. Abbiamo dormito sotto le stelle, lottando contro fame e sete“.

I Vojvoda sono così costretti a scappare in Repubblica Ceca, ma la sventura continua a perseguitarli. Il padre, il fratello e una della sorelle di Mergim, vengono arrestati. La famiglia – attraverso mille peripezie – si ricompone dopo 6 mesi e trova riparo in Belgio da una zia. E qui, all’età di 16 anni, Mergim inizia a giocare a calcio con la maglia dello Standard Liegi.

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La carriera: lo Standard Liegi e le promesse non mantenute

Nel 2013, dopo un’esperienza di due anni tra le fila dello Standard Liegi, Vojvoda firma il suo primo contratto da professionista. Dopodiché il trasferimento in prestito in Serie B belga al Sint-Truiden. “Quando tornerai, farai parte della prima squadra“. Questa la promessa dei dirigenti dello Standard Liegi a Mergim. Ma nel calcio, si sa, le parole se le porta il vento. Cioè che conta sono solo in contratti. E così  l’anno dopo Vojvoda viene ceduto al Carl Zeiss Iena, società della quarta divisione tedesca.

Un’esperienza, l’ennesima, che lo forgia come uomo: “Dovevo contare i centesimi nel portafoglio a fine mese – racconta in un’intervista –. Abitavo in un hotel fatiscente, in condizioni che nessun altro calciatore avrebbe mai accettato. Ma era importante, a quel punto, uscire dalla mia comfort zone e scoprire che il calcio è giocato prima di tutto da uomini“.

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Mergin Vojvoda: il riscatto al Mouscron, eroe in Kosovo e poi il passaggio al Torino

A notarlo è il Mouscron, che lo preleva dallo Standard Liegi a titolo gratuito nel 2016. È qui dove Vojvoda riesce finalmente a mettere in mostra il suo potenziale, tant’è che lo Standard, tre stagioni dopo, lo ricompra sborsando 1,2 milioni di euro.

Nel 2017 arriva un’altra tappa importante della sua carriera. La FIFA riconosce il Kosovo come Nazionale e lui non ci pensa su due volte: lascia l’Under 21 dell’Albania e indossa la maglietta del suo paese. Scelta che l’hanno resto uno dei calciatori più amati in Kosovo. “In ogni partita che gioco con il Kosovo immagino di essere di nuovo in guerra. Divento un soldato che difende il suo paese: il Kosovo è casa mia“. Le buoni prestazioni nel campionato belga attirano l’attenzione del Torino, che lo acquista in estate per 5,5 milioni di euro.

Uomo ancora prima che atleta. Le qualità da calciatore di Vojvoda in Italia sono ancora tutte da scoprire, ma per carisma e carattere non ci sono dubbi: il Torino ha di certo acquistato un campione.

SPORTS AGENCY SC24

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