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Leonardo Pavoletti: gol, naso da pagliaccio e un maialino di nome Mou

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Leonardo Pavoletti – Nato a Livorno il 26 novembre del 1988, è arrivato nel calcio che conta abbastanza tardi, ma lo ha fatto a suon di gol. Cresciuto nell’Armando Picchi di Livorno, con Van Basten e Cristiano Lucarelli come idoli, ha scalato tutte le categorie. Dai 9 gol al Pavia in Seconda Divisione nel 2009/2010, passando per i 16 al Lanciano in Prima Divisione per proseguire poi in B con il Sassuolo, 11 reti, e quindi al Varese con 20 gol nella stagione 2013/2014.

Ma è il Genoa che lo accoglie dal Sassuolo prima in prestito a gennaio 2015 e poi lo riscatta in estate valorizzandolo al meglio. Grazie al gioco di Gasperini, Pavoletti diventa Bomber implacabile. In 23 partite segna in due mezze stagioni ben 16 reti e pensare che in realtà la sua carriera sportiva avrebbe potuto essere su un campo da tennis. Con il papà istruttore, il primo terreno sportivo che ha calcato è stato la terra rossa, ma a 10 anni ha scelto il calcio. Il 3 gennaio 2017 viene acquistato dal Napoli a titolo definitivo per 18 milioni di euro. Sceglie la maglia numero 32. Il 10 gennaio 2017 esordisce contro lo Spezia nella partita degli ottavi di Coppa Italia subentrando al minuto 81′ a Manolo Gabbiadini. L’esperienza napoletana si chiude nell’estate seguente, con 10 presenze tra campionato e coppe e nessuna rete all’attivo. Nell’agosto del 2017 si trasferisce al Cagliari in prestito con obbligo di riscatto per 10 milioni di euro, divenendo l’acquisto più oneroso nella storia del club rossoblù.

Chiude la prima stagione con 11 reti in 33 presenze, nove delle quali realizzate di testa: si tratta di un record europeo stagionale, dato che nessun altro calciatore militante in campionati continentali ha realizzato un simile bottino di reti di testa nel corso dell’annata Nel corso della stagione 2018/19 realizza 16 gol con la maglia rossoblu, di cui 10 di testa, piazzandosi al sesto posto della classifica marcatori della Serie A assieme a Francesco Caputo, Dries Mertens e Andrea Petagna.

LEONARDO PAVOLETTI, DA BOMBER A PAGLIACCIO

Seguono due sfortunati infortuni, ma che non scalfiscono la sua attitudine da Bomber. E fuori dal campo? Non è il uno che si diverte tra serate ai night e donne. Pavoloso, così lo chiamano, è un personaggio tutt’altro che esuberante, anzi, è schivo e preferisce dedicarsi alla famiglia e impegnarsi nel sociale. Più volte si è vestito da pagliaccio indossando il “naso rosso” della Onlus Medici del Sorriso regalandone qualcuno in più ai bambini meno fortunati, portando sorrisi e simpatia a tutti. Un vizio? Sì, si chiama Mou ed è il suo animaletto domestico. No, non è un cane, neanche un gatto, ma un maialino vietnamita di ben 100 kg che vive nella sua casa livornese.

Insomma, Leonardo Pavoletti piace non solo perchè segna e perchè in campo ha spirito di sacrificio. Piace perchè è genuino e di una simpatia contagiosa. In poche parole, piace perchè è semplice.

SPORTS AGENCY SC24

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