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Perché Arthur era restio a trasferirsi alla Juventus?

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Arthur-JUventus: ecco perchè il brasiliano era titubante al trasferimento

Arthur e la Juventus: un matrimonio controvoglia. E’ questa la prima impressione che nasce dal trasferimento del centrocampista brasiliano alla corte di Sarri. Basta vedere la tempistica della trattativa. Le società erano già daccordo prima che la pandemia di Covid scuotesse il mondo. Pjanic aveva già accettato la corte blaugrana. L’unico restio a trasferirsi era Arthur. Perchè? Cosa c’era dietro questa resistenza. Vediamo di scoprirlo.

Arthur-Juventus al di là dei soldi

Di certo dietro l’iniziale rifiuto di Arthur alla Juventus non vi era una motivazione economica. In bianconero, infatti, percepirà molto di più rispetto al blaugrana. Per comprendere le motivazioni del giocatore dobbiamo entrare un po’ nella sua testa e ne quadro complessivo della vicenda. Anzitutto è necessario fare un chiarimento: il giocatore ha ben chiaro che la Juventus è un top club. Questo significa che non ha rifiutato i bianconeri perchè considerati inferiori al Barcellona.

La motivazione principale risiede nel campionato italiano. Per caratteristiche tecniche, Arthur è un giocatore molto tecnico, che ama tenere palla e tentare il numero. Al di là degli schemi, l brasiliano è un giocatore che agisce spesso d’istinto. Il timore maggiore è che, in un campionato più tattico e meno tecnico, questa propensione all’invenzione venga tarpata. Detto in altri termini, i timori sono che la sua crescita venga ingabbiata. Per lui, il Barcellona, squadra dove si sono imposti Iniesta e Xavi, era la squadra ideale perchè il gioco dei blaugrana si sposava al massimo con le proprie caratteristiche. Inoltre, lì era coccolato dai senatori. Messi e Busquets tra tutti, gli davano spesso consigli. A Barcellona, dunque, stava benissimo.

L’amore prima della gloria

Altra motivazione che rendeva Arthur titubante a lasciare Barcellona è la sua fidanzata. Lei, infatti, è catalana e non vorrebbe lasciare la propria città. Non sarebbe il primo caso in cui una donna si mette in mezzo ad un trasferimento. In Italia, ad esempio, abbiamo la moglie di Dzeko ha più volte espresso la volontà che il marito rimanesse nella capitale, facendo saltare i trasferimenti a Chelsea e Inter.

A questo va aggiunto che Arthur a Barcellona stava benissimo. Il clima e la città ben si confacevano al suo stile di vita brasiliano e di certo trasferirsi in una città fredda come Torino non è il massimo della vita per uno abituato al sole al mare. A Barcellona, inoltre, aveva il suo giro di amici, mentre in Italia dovrà cambiare radicalmente vita.

Perchè ha detto sì

Se le resistenze erano tante, cosa ha convinto Arthur a dire sì? Senza dubbio molto ha giocato il fatto che l’ambiente lo abbia scaricato. Il brasiliano è rimato deluso che nessun compagno si sia opposto alla sua cessione, come invece era successo a suo tempo per Vidal e Rakitic.  Da qui è nata la volontà di cercare fortuna altrove per dimostrare che la sua cessione è stata un errore. Questo significa che il ragazzo arriva a Torino con forti motivazioni e deciso a far valere le proprie doti per dimostrare che i blaugrana hanno sbagliato i propri calcoli.

Davide Luciani  

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