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Cristian Bucchi, la storia dell'Inzaghi dei poveri Cristian Bucchi, la storia dell'Inzaghi dei poveri

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Sogni, dolori, rinascita: la storia di Cristian Bucchi

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Non solo per chi ha sempre vinto, ma anche e soprattutto per chi ha tanto sofferto e lottato. Per loro si raccontano le storie. Così li chiamiamo, “Bomber di provincia”: alcuni non hanno padroneggiato su grandi palcoscenici calcistici, ma meritano la dovuta attenzione perchè del calcio hanno fatto la loro vita e, spesso, un punto di ripartenza e rinascita.

“L’INZAGHI DEI POVERI”

Cristian ha raccontato di se stesso che è sempre stato ritenuto “Bravino, ma non eccelso”. Ha creduto che la sua carriera calcistica non sarebbe mai decollata, e ha passato la vita a cercare di dimostrare chi fosse, a se stesso e agli altri. C’è stato persino un momento in cui ha pensato ad un piano B: diventare giornalista.

Inizia la sua carriera nella Sambenedettese nel 1995 in CND, poi scende in Promozione alla Settempeda. Sceglie di giocare in quella squadra perché vicina all’università, e perché non vuole accantonare definitivamente la sua passione per il calcio. Una scelta che, in realtà, si dimostrerà azzeccata visto che due promozioni di fila e soprattutto 54 gol in 56 partite regalano a Bucchi l’appellativo di “Inzaghi dei poveri”. Riesce poi ad approdare nella massima serie, con pronto per lui un contratto con il Perugia. Eppure, nonostante tutto, la sua carriera pare non decollare.

Viene mandato in prestito al Vicenza per poi essere riscattato di nuovo dal Perugia, in mezzo una vicenda legata al doping per la quale si è sempre proclamato innocente. Il 14 ottobre del 2000, infatti, dopo la partita contro la Lazio (chiusa 2 -2 con un gol segnato proprio da lui) Bucchi viene sorteggiato per un controllo antidoping. Sembra una formalità, si dimostrerà invece un inferno: squalifica di 16 mesi (poi commutati in otto). Cristian è il primo calciatore nel nostro Paese ad essere squalificato per nandrolone trovato nel sangue.

Seguono anni di prestiti sino all’arrivo a Cagliari, ma la ritrovata serenità dura poco. È il 2 marzo 2003: il Cagliari è in trasferta al Marassi di Genova, per affrontare la Sampdoria. La squadra torna a vincere dopo sette giornate, Cristian è euforico. Chiama a casa sua moglie Valentina per condividere la gioia, ma nonostante diversi tentativi nessuna risposta. Arriverà dopo, la risposta: triste, drammatica, sconvolgente e inaccettabile. Rientrato in casa, sentirà piangere la figlia Emily di un anno, stesa accanto alla mamma priva di vita: Valentina è morta per arresto cardiocircolatorio a soli 24 anni.

Otto anni fa finì 2-0 per il Napoli. Sulla panchina degli azzurri c’era Mazzarri, su quella della Juve sedeva Conte.Tutti i numeri dei big match tra Juventus e Napoli 👇

Gepostet von SportCafe24 am Mittwoch, 17. Juni 2020

UNA NUOVA VITA

Se la vicenda del doping era stata difficile da attraversare, la morte prematura della moglie rappresenta una vera e propria batosta. Non si riprenderà: quella stagione, smarrito e con il cuore a pezzi, giocherà pochissimo e si accorgerà di avere bisogno di cambiare aria. La sua rinascita arriverà ad Ancona, club nel quale si rimetterà in gioco pronto per quella che sarà la sua consacrazione, il Modena (30 gol in circa 40 partite) e il Napoli nel 2006 con cui otterrà anche la promozione in A.

Ritroverà l’amore, quello che la vita gli aveva strappato, e si risposerà. Inizierà poi la sua carriera da allenatore: Pescara, Gubbio, Torres, Maceratese, Perugia. Poi il Sassuolo in Serie A, e il Benevento in Serie B. Attualmente è il tecnico dell’Empoli.

Un destino non sempre facile, una strada costantemente in salita, ricca di ostacoli e prove. Questa è la storia di Cristian Bucchi: una carriera in discussione, l’incubo del doping, il dramma della morte della moglie. Ma si è rialzato, come sanno fare i campioni. Soprattutto ci è riuscito perché ha sempre e ascoltato una sola voce: quella che arriva da dentro. Ha dichiarato, infatti: “Quando ho scelto con la testa ho sempre sbagliato. Le scelte migliori le ho fatte con il cuore”.

Alessandra Santoro

SPORTS AGENCY SC24

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