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Algoritmo Serie A, come distruggere quel po’ che resta del calcio italiano

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Algoritmo Serie A, potrebbe essere il titolo di uno spot. Invece non lo è. Ma la nuova trovata del presidente della Lega Gravina per porre fine al campionato in caso di nuovo stop dovuto all’emergenza Coronavirus. Per ora la certezza è che il campionato riparte ma, d’intesa col Governo, il calcio italiano ha dovuto studiare le sue soluzioni, varando tre piani: A, B e ovviamente C. Per essere pronti ad ogni eventualità, come dire.

Impensabile non riprendere, dati gli interessi di quella che è pur sempre il terzo settore più produttivo d’Italia. Ma l’algoritmo pensato dalla Lega e da Gravina, non ancora noto come quello del matematico Fibonacci, rischia di fare più danni del previsto: cancellare l’essenza di un gioco che vive di imprevedibilità.

Algoritmo Serie A, come funziona

Si tratta di un’ultima spiaggia, quella di ricorrere all’algoritmo. Questo perché annullare tutto non andava bene e il campionato più tribolato dal 1940 ad oggi deve essere necessariamente concluso. Ma è lecito chiedersi in cosa consista l’algoritmo e in che modo funzioni. Solo così è possibile, infatti, evidenziare qualche logica crepa al suo interno.

L’algoritmo, in matematica, è un procedimento volto a risolvere un problema tramite un numero finito di passi in un tempo ragionevole. Più semplicemente, un algoritmo è assegnare i punti in un campionato normalmente funzionante e quindi 3 per la vittoria, 1 per il pareggio e 0 per la sconfitta.

Veniamo ora a quello di Gravina, destinato a passare alla storia: si prende in considerazione la classifica, giocoforza incompleta, si valutano le medie dei punti tra casa e trasferta. Questi si moltiplicano per 19, esattamente come il numero delle partite in casa e in trasferta. Infine, dulcis in fundo per non farsi mancare niente, si aggiunge un coefficiente numerico per gol fatti e subiti. Il risultato di questa operazione degna del Nobel è un numero decimale che definisce la classifica finale.

Il rischio più evidente è quello della falsificazione: se una squadra, nelle ultime cinque, gioca con le prime della classe, ed un’altra con le ultime, pur competendo entrambe per i massimi risultati, avrebbe senso attuare la stessa valutazione? Ancora più praticamente: se la prima in classifica (Juve) perde una partita, e subito dopo il campionato viene sospeso, la seconda in classifica (la Lazio) salirebbe in testa anche senza giocare.

Algoritmo Serie A, come distruggere il calcio

Proviamo a dare un ulteriore suggerimento a Gravina, così da poterci pensare un po’ su. In caso di ulteriori anomalie, si potrebbe pensare di giocare le ultime partite di campionato online su Fifa20, che ha la sua dose di realismo assicurata. Ed anche di imprevedibilità, l’essenza del calcio, che questa trovata assurda rischia di cancellare.

Autogol, falli, episodi dubbi, infortuni, squalifiche, pali e traverse: l’algoritmo può calcolare tutto ciò? E può decidere quello che, insindacabilmente, nel gioco del pallone, decide solo e soltanto il campo?

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