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Pellegrini-Sensi: chi è più forte?

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Pellegrini-Sensi: chi è più forte?

Pellegrini e Sensi rappresentano il presente e il futuro della Nazionale. I due giocatori quest’anno sono stati frenati da qualche infortunio di troppo, ma rimangono due centrocampisti di qualità impressionante. Vediamo, però, chi dei sue è più forte e ha più margini di miglioramento.

Pellegrini-Sensi ai raggi X

Lorenzo Pellegrini in carriera ha ricoperto più ruoli. Con Di Francesco si è imposto come interno di centrocampo sua nel Sassuolo che nella Roma. Fonseca quest’anno l’ha utilizzato qualche volta come “volante”, ma, più spesso, come trequartista. E’ proprio in questo ruolo che i suoi numeri sono lievitati. Quest’anno ha messo a segno 1 gol e 8 assist in campionato, mostrando una confidenza mai messa in mostra prima nella lettura dell’azione. Rispetto ad altre stagioni, però, si è dimostrato meno cinico sotto rete. In media, a partita, h tirato circa quattro volte, siglando un solo gol. Per fare un raffronto, Dzeko ha una media tiri/partita di 3.7. Ciò significa che Pellegrini è quello che tenta maggiormente il tiro verso la porta, ma ha una percentuale realizzativa inesistente. Questo è l’aspetto senza dubbio che va migliorato. Come ha detto Mancini “ha il gol dentro”, ma questa dote va sviluppata di più. Un giocatore come lui, capace di battere punizioni e rigori e dotato di un grande tiro da fuori, non può segnare così poco. .

Diverso il discorso per Stefano Sensi. Lui nasce regista, ma Conte lo ha trasformato in un interno offensivo di grande qualità. Come Pellegrini è dotato di una buona tecnica di base che gli permette di padroneggiare nei dribbling, anche grazie ad un baricentro basso. Inoltre, è anche abile a tirare le punizioni. Nonostante gli infortuni ha messo a segno 3 gol e due assist, dimostrandosi il valore aggiunto della prima parte di stagione nerazzurra. Il problema, però, sta nella fragilità dei suoi muscoli. Quest’anno ha saltato 16 incontri, la maggior parte per problemi all’adduttore o al polpaccio. Gli stessi problemi li ha avuti al Sassuolo. E’ un giocatore che quando attacca dà il massimo ma che ha anche frequenti pause a livello di gioco e che non riesce sempre a incidere in fase di costruzione.

Chi è il migliore?

Sensi e Pellegrini sono senza dubbio due talenti, ma chi è più forte? Ad una prima analisi, Pellegrini sembra aver più doti per emergere. Il romanista, infatti, è capace di fare entrambe le fasi in modo egregio perchè ha una dote non comune che è la capacità di leggere l’azione prima che questa si sviluppi. Sensi, al contrario, è più forte con la palla tra i piedi, ma risulta limitato in fase difensiva. Il fisico non lo aiuta nei contrasti e la fragilità muscolare fa si che solo quando è al 100% della forma risulti determinante nei suoi “strappi”.

Se Pellegrini riuscirà a migliorare i suoi numeri in fase realizzativa non vi è dubbio che possa diventare un giocatore determinante sia per la Roma che per la Nazionale. Anche Sensi ha doti importanti, ma il suo orizzonte sembra meno roseo. La discontinuità delle sue prestazioni e il suo stile di gioco troppo “pallacentrica”, ne limitano il rendimento. Non c’è dubbio che, come Pellegrini può migliorare il suo rendimento offensivo, lui possa fare altrettanto con quello senza palla, ma al momento non si nota alcun segnale da questo punto di vista. Quindi, il centrocampista della Roma sembra avere più margini per diventare veramente grande.

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