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Allenatore Milan, un rebus: chi siederà sulla panchina rossonera?

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Continuano le voci sul futuro allenatore del Milan. Con la ripartenza del campionato che rimane in bilico a causa dell’emergenza Covid-19, il calciomercato impazza. La panchina rossonera continua a tenere banco. La dirigenza ormai è spaccata. Da una parte c’è l’area che fa capo a Maldini che vorrebbe dare continuità a quanto fatto negli ultimi mesi. Dall’altra, quella di Gazidis che vuole operare un’autentica rivoluzione. Ormai le voci si rincorrono all’impazzata. Vediamo dunque che cosa può accadere nei prossimi mesi.

Rangnick nuovo allenatore Milan 50%

Chiariamo subito. Rangnick al Milan arriverà comunque. Ormai le schermaglie sono cadute. Gazidis lo vuole e lo prenderà. Non si sa, però, quale sarà il suo ruolo. L’ex allenatore del Lipsia e attuale responsabile dello sport e dello sviluppo calcistico del gruppo Redbull, inizialmente sembrava destinato ad un ruolo alla Ferguson al Milan. Il tedesco voleva concentrare su di sé ogni genere di potere, tecnico e decisionale. Ora, però, si sta pensando per lui come nuovo ds. In questo caso l’allenatore sarebbe un altro che, però, rispecchi la filosofia del nuovo Ds. Sì, perchè Rangnick è stato scelto per la sua capacità di scovare e allenare giovani e per il suo calcio ispirato a Sacchi. Ciò significa che la rivoluzione in casa rossonera si farà e il tedesco ne farà parte. Resta da capire se starà solo dietro ad una scrivania o anche in panchina.

Nagelsmann allenatore Milan 30%

Nagelsmann fu scelto da Rangnick come nuovo allenatore del Lipsia, quando il tedesco decise di lasciare la panchina del club tedesco. Ciò significa che la stima tra i due è sincera e profonda. Per Nagelsmann, del resto, parlano i numeri. Il baby allenatore prodigio  è l’astro nascente del calcio europeo. Ha iniziato ad allenare in Bundesliga a 28 anni con l’Hoffenheim, club che ha portato in breve tempo dalla lotta salvezza, a due storiche qualificazioni in Champions League. Al Lipsia sta lottando per il titolo e ha guidato la squadra ai quarti di Champions. Pratica un calcio spettacolare, privo di un modulo fisso, è bravissimo nel tirare fuori il meglio dai giovani e le sue squadre sono difficilissime da affrontare. In un’ottica di rilancio del club rossonero sarebbe il massimo. Inoltre, il fatto che come ds ci sarebbe Rangnick lo aiuterebbe a parare eventuali critiche iniziali e a lavorare con calma.

De Zerbi allenatore del Milan: 10%

Perchè De Zerbi? Semplice: se Rangnick arrivasse solo come Ds e Nagelsmann decidesse di rimanere al Lipsia per continuare quanto iniziato un anno fa, l’allenatore del Sassuolo sarebbe l’unico profilo italiano credibile per il Milan. Quattro i motivi che spingerebbero verso questa soluzione. La prima è che il tecnico di Brescia è molto stimato a livello europeo per il suo stile di gioco offensivo. Il secondo è che, come richiede la dirigenza rossonera, è bravissimo ad esaltare i giovani, facendoli crescere e difendendoli dalle critiche. Il terzo è di carattere ambientale: Roberto è cresciuto nella Primavera del Milan e conosce le dinamiche di spogliatoio. Infine, rispetto a Nagelsmann, già lanciato verso panchine prestigiose, sarebbe più accessibile anche a livello economico.

Pioli allenatore del Milan: 5%

Pioli difficilmente resterà sulla panchina del Milan. E’ vero che ha raddrizzato la baracca in un momento critico. E’ vero che gode comunque della stima della società. La sua colpa, però, è quello di essere troppo normale. Elliot cerca una scintilla che friaccena l’entusiasmo dei tifosi e dia il via ad un corso vincente. In quest’ottica, Pioli sembra essere superfluo. Inoltre, lui è legato molto a Maldini e Massara ed entrambi sono in uscita. L’unica sua speranza di rimanere è che la trattativa con Rangnick salti all’ultimo. Al momento l’ipotesi è molto più che remota.

Spalletti allenatore del Milan: 5%

Il treno sembra ormai passato per Luciano Spalletti dopo la trattativa saltata lo scorso inverno.Il suo nome rimane spendibile perchè il profilo comunque piace a Elliot. Rimane il fatto che la convivenza con Rangnick appare impossibile. Due personalità troppo forti per andare d’accordo. Inoltre, rispetto ad altri candidati, il tecnico di Certaldo chiederebbe investimenti più cospicui anche in termini di ingaggio. Diciamo che, se Rangnick saltasse ed Elliot decidesse comunque di dare una svolta esonerando Pioli, il suo sarebbe un nome buono. I dubbi, però, sono più delle certezze.

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Davide Luciani

SPORTS AGENCY SC24

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