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5 Maggio Inter: caduta e apoteosi dei nerazzurri

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Il 5 maggio è una data che da anni segna un solco profondo tra i tifosi di Juventus e Inter. Di quel giorno del 2002 vi sono due immagini simbolo. Anzitutto le lacrime di Ronaldo seduto sconsolato in panca. In secondo luogo, il labiale di Materazzi che, rivolto ai giocatori della Lazio dice loro “Vi ho fatto vincere lo scudetto“, riferendosi alla gara tra Perugia e Juventus due anni prima.

Da qualche tempo, però, il 5 maggio è anche l’inizio dell’apoteosi nerazzurra. Quello stesso giorno del 2010, infatti, i nerazzurri alzavano al cielo la Coppa Italia vinta contro la Roma e mettevano il primo mattoncino sul triplete. Ecco, dunque, il confronto tra quelle due partite che hanno visto l’Inter sprofondare e risorgere, sempre con Roma sullo sfondo.

5 maggio Inter: lacrime e gioie di quattro protagonisti

Sono quattro i nerazzurri che hanno vissuto entrambe le partite. Parliamo di Toldo, Zanetti, Cordoba e Materazzi. Gli ultimi tre erano in campo in tutti e due i match. Toldo solo nel 2002. Curiosamente Dejan Stankovic era in campo con la maglia della Lazio nel 2002 e in panchina con l’Inter otto anni dopo.

Le due partite furono molto diverse anche per il contesto. Nella prima, con la Lazio, i nerazzurri pur giocando in trasferta si ritrovarono tutto lo stadio a favore. Nella seconda, con la Roma, anche se si trattava di un campo teoricamente “neutro” (quindi vi fu una distribuzione più omogenea dei biglietti), la maggior parte dei tifosi era di fede giallorossa.

Diversa era anche la condizione fisica e mentale delle due Inter. Quella di Cuper era arrivata all’appuntamento finale mentalmente e fisicamente scarica, dopo aver raccolto sette punti nelle precedenti quattro gare, che avevano permesso a Roma e Juve di riaprire un torneo virtualmente chiuso.

La squadra allenata da Mourinho, invece, era al massimo della condizione psico-fisica. Dieci giorni prima aveva ripreso la vetta del campionato che sembrava ormai compromessa, battendo l’Atalanta in casa per 3-1 e approfittando del contemporaneo ko della Roma in casa con la Samp. Curiosamente la stessa Atalanta, otto anni prima era stata la prima a picconare le ambizioni interiste, vincendo, sempre a San Siro, 2-1. Inoltre, il 28 aprile aveva conquistato l’accesso alla finale Champions, superando il Barcellona.

Così diversi, così uguali

Bobo Vieri e Diego Milito sono i simboli di quelle due squadre. Entrambi chiusero il campionato con 22 reti. Entrambi furono i trascinatori di quell’annata. Bobo chiuse quella stagione con rabbia. Lui il suo dovere lo fece fino in fondo, segnando anche il gol dell’ex alla Lazio. Milito, invece, passò da Principe a Re segnando in tutte e tre le gare decisive che valsero il triplete nerazzurro.

Sulle due panchine, sedevano due allenatori stranieri: l’argentino Hector Cuper e il portoghese Josè Mourinho. Il 5 maggio 2002, Cuper aveva quasi 47 anni (è nato il 16 novembre 1955) anni. Nel 2010, José li aveva da poco compiuti (è nato è il 26 gennaio 1963).

Cuper e Mourinho si erano fatti conoscere ed apprezzare in terra iberica. Josè aveva centrato il triplete con il Porto nel 2003, Cuper aveva perso due finali di Champions con il Valencia nel 2000 e nel 2001. Scherzi del destino. Le loro carriere furono segnate da quello che accadde quel giorno. Cuper iniziò un lento declino che lo portò ad allontanarsi dal calcio che conta. Mourinho andò al Real Madrid e poi tornò i Premier.

Oggi i tifosi nerazzurri vivono emozioni contrastanti. Il 5 maggio è una data agrodolce per loro. Il destino si è divertito a giocare con le loro emozioni, muovendo le fila come un burattinaio.  In ogni caso non si tratta di una ricorrenza banale. Questa data rappresenta appieno l’essenza dell’essere interista, ovvero di un tifoso che vede la sua squadra sprofondare nel baratro, per poi vederla risorgere come l’Araba Fenice.

SPORTS AGENCY SC24

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