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E se l’Inter vendesse Eriksen?

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Eriksen, Tottenham

L’acquisto di Christian Eriksen è stato accolto con grande giubilo a gennaio da parte della tifoseria nerazzurra. Il danese, arrivato a prezzo di saldo – 20 milioni di euro -, vista la scadenza del contratto a giugno 2021, era il deputato a far fare il salto di qualità a una squadra che aveva mostrato grandi margini di miglioramento e a cui serviva il campione. I dubbi iniziali erano sulla sua collocazione nel modulo di gioco di Antonio Conte, e sono emersi nel mese in cui Eriksen ha avuto la possibilità di mettere piede in campo, prima che lo scoppio della pandemia legata al Coronavirus fermasse tutto.

POCO ADATTABILE

Qual è la posizione reale del danese nel 3-5-2 di Conte? Non è stata ancora data risposta a questo equivoco tattico. Chiariamo: nessuno mette in dubbio le caratteristiche tecniche di Eriksen, uno dei migliori al mondo in alcuni fondamentali come il tiro dalla distanza e il calcio piazzato, ma all’interno dello scacchiere tattico di Antonio Conte non è sembrato proprio l’uomo che risolvesse tutti i problemi. Anzi, in alcuni casi, la squadra nerazzurra ha avuto dei problemi con Eriksen in campo. Nell’ultima partita disputata prima della sospensione per la pandemia, Eriksen è entrato in campo contro la Juventus, al posto di Barella, e il centrocampo nerazzurro è apparso in difficoltà nel pressing, spalancando le porte alla mediana bianconera, che poi ha comandato la partita.

NECESSITÀ DI CAMBIARE

A questo punto, Antonio Conte ha necessità di cambiare qualcosa. Non è ancora chiaro se, al ritorno in campo, cercherà di adattare Eriksen al suo modulo oppure proverà a eliminare il suo dogma della difesa a tre. Il danese potrebbe dare tanto in un modulo che prevede un trequartista, un giocatore più avanzato che possa dialogare con i due attaccanti e che abbia pochi compiti di copertura. In questo momento, è difficile trovare una collocazione tattica a un calciatore con queste caratteristiche – che combaciano con quelle di Eriksen – all’interno dell’Inter di Conte. Cosa fare?

ERIKSEN INTER, E SE FOSSE UNA PLUSVALENZA?

Non è nemmeno lontanamente un’ipotesi, visto e considerato che il neo acquisto dell’Inter non ha giocato un numero di partite sufficienti nemmeno per essere testato, ma ci si può porre un altro interrogativo: e se Eriksen fosse sacrificato sull’altare del bilancio? L’Inter avrà bisogno di plusvalenze e di liquidità, soprattutto in un periodo del genere, per provare ad aumentare la qualità e la profondità della rosa. In questo momento, il danese è un intoccabile – come è giusto che sia -, ma non è un mistero che tante squadre erano sulle sue tracce a gennaio e potrebbero tornarci. Cosa accadrebbe se Conte non riuscisse in tempi brevi a trovargli una giusta collocazione e arrivasse un’offerta importante? Di sicuro, qualcuno potrebbe pensare, perché significherebbe avere una bella plusvalenza da poter mettere a bilancio. Chissà, dunque, che l’estate non ci regali qualche sorpresa.

 

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