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Eriksen può essere il nuovo Sneijder all’Inter?

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Eriksen sarà il nuovo Sneijder all'Inter?

Christian Eriksen come Wesley Sneijder? I tifosi interisti ci credono.  Al momento il danese è un fantasma all’Inter, ma gli va dato tempo. E’ appena arrivato e il suo ambientamento è stato bloccato dal Covid-19. Il paragone con l’olandese ci sta tutto. Quando l’ex numero 10 nerazzurro alzava la Champions al cielo, il danese aveva appena terminato la sua prima stagione da professionista all’Ajax. Proprio nei Lancieri era iniziata l’avventura di Wesley. La storia si ripeterà?

Eriksen-Sneijder: la classe al potere

Eriksen e Snejider non hanno in comune solo le origini nel club ajacida. Tra i due vi è un’affinità tecnica. Entrambi nascono trequartisti, ma sono capaci di agire anche sulla fascia. Entrambi sono ambidestri, cosa non comune. Entrambi sono eccezionali nei tiri da fermo. Insomma: parliamo di due giocatori che fanno la differenza. In cosa si differenziano? Probabilmente Eriksen è più attaccante rispetto a Snejider e ha avuto in carriera (almeno finora) un rendimento più continuo. Queste differenze nascono anche da caratteristiche fisiche e tecniche.

Eriksen, infatti, è un giocatore più fisico. Alto 182 cm per 76 kg, non ha la struttura del tipico trequartista. Questo lo porta ad essere più forte nei contrasti e più resistente. Inoltre, è un trequartista più moderno rispetto a quanto non fosse Snejider: punta, infatti più la porta e svaria maggiormente per il campo.  Non è un caso che al Tottenham giocasse  come esterno destro nel 4-2-3-1.

Snejider era molto più trequartista del danese. Aveva la struttura fisica (170 cm per 67 kg) del giocatore agile e sgusciante, capace di saltare l’avversario e creare la superiorità numerica in attacco. I tifosi nerazzurri se lo ricordano bene da perno centrale nel 4-2-3-1. E’ lì che l’olandese ha dato il meglio d sè. Anche con la maglia Oranje giocava in quella posizione. Tutti si ricordano il gran mondiale giocato dall’ex interista e che, senza magheggi della Fifa, gli sarebbe dovuto valere il Pallone D’Oro. In generale, Sneijder era l’uomo dell’ultimo passaggio, più che quello che andava a concludere l’azione.

Quale futuro per il danese?

Molti si domandano come un giocatore come Eriksen possa integrarsi nel 3-5-2 di Conte. La risposta è semplice: non può. Eriksen non può essere considerato un interno di centrocampo. E’ inoltre impossibile che Conte passi al 4-2-3-1 e dunque che il danese possa tornare al suo ruolo di attaccante esterno che ricopriva al Tottenham. La soluzione, dunque, è l’avanzamento a trequartista nel 3-4-1-2. Ciò significa che il danese è destinato a ricoprire il ruolo che fu di Sneijder dieci anni fa.

Con lui ‘Inter acquisterà più imprevedibilità in fase offensiva, maggior pericolosità sui piazzati ed un maggior possesso palla. Come con Sneijder, i nerazzurri immetteranno in un centrocampo muscolare, ma lento, l’imprevedibilità necessaria per scardinare difese chiuse. Per il resto, solo la Storia dirà se il danese riuscirà a entrare nel cuore dei tifosi come a suo tempo fece Wesley. Per farlo dovrà riportare l’Inter a quei fasti che mancano proprio dai tempi dell’asso oranje.

SPORTS AGENCY SC24

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