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Bernardeschi al Napoli: perché sì e perché no

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Mentre il coronavirus tiene tutti col fiato sospeso, il calcio continua a scorrere e le ultime settimane vedono il calciomercato spopolare e avanzare sempre più prepotentemente. Le ultime notizie vogliono Federico Bernardeschi lontano dai colori bianconeri a partire dalla prossima stagione. Il dibattito, sull’ex enfant prodige della Fiorentina, non è che all’inizio.

Arrivato in pompa magna in bianconero un paio di stagioni fa, inutile sottolineare come da Bernardeschi, addetti ai lavori e tifosi, si aspettassero qualcosa in più. Che, purtroppo per lui, non è arrivato. Buon gregario con Allegri, oggetto misterioso con Sarri: le premesse per un addio ci sono tutte.

Con Milik che, secondo gli ultimi aggiornamenti, sarebbe in ottica Juventus, impazza l’idea di uno scambio con il Napoli. Che coinvolgerebbe, ovviamente, anche Federico Bernardeschi.

Bernardeschi al Napoli: perché sì

Bernardeschi al Napoli è una indiscrezione già circolante ai tempi della Viola, sappiamo tutti come è poi andata. Oggi, però, quella partenopea per Bernardeschi potrebbe essere la destinazione ideale. Sia per rilanciarsi, ovviamente, in una piazza ridimensionata che per l’appunto dovrà riscattare una stagione di chiaroscuri, sia per mettere fine a quegli equivoci tattici che, tanto con Allegri tanto con Sarri, hanno caratterizzato l’avventura bianconera di Bernardeschi. A volte devastante, a volte anonimo. Una nuova dimensione, con meno pressioni, darebbe la possibilità al giocatore di ridimensionarsi.

Anzitutto giocando in uno dei tanti ruoli che sa fare, per la sua duttilità. Non sulla trequarti, quanto invece come mezzala ed esterno alto, trovando spazi alla Juve preclusi dalle tante soluzioni tecniche a disposizione. Forse è proprio Napoli la piazza idonea per riavviare una carriera caduta in fase di stallo. E sarebbe l’ideale per riscattare un potenziale tecnico notevole.

Bernardeschi al Napoli: perché no

Ci sono, poi, ovviamente tanti motivi che farebbero propendere per il “no” ad un eventuale scambio. Il primo riguarda in sé e per sé l’investimento, molto oneroso, che la Juve ha fatto non più di due anni fa pur di accaparrarsi le prestazioni di Federico. C’entrano, in questo, tante altre motivazioni.

Tecniche, anzitutto: la duttilità del giocatore è una innegabile marcia in più che andrebbe sfruttata e non penalizzata. Su questo, a favore di Bernardeschi, va anche il fatto che Sarri, finora, una dimensione totale della sua Juve non l’ha trovata.

Ancora: lo scambio non sarebbe equo, in fin dei conti. Perché Milik è un buon giocatore ma meglio di lui, in quel ruolo, se ne trovano tanti. Magari anche allo stesso prezzo che chiede il Napoli. Come Bernardeschi, invece, una risorsa per più soluzioni, ce ne sono sempre di meno. Valutazioni lecite per le parti, ma si rischia veramente di dissipare quello che da tutti, e giustamente, viene considerato da sempre un patrimonio.

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