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Olimpiadi Londra 2012: Daniele Molmenti, il simbolo dell’Italia vincente

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LONDRA, 2 AGOSTO 2012 – Nel giorno del suo compleanno ha conquistato la medaglia d’oro olimpica, quasi come fosse già scritto in un libro divino: Daniele Molmenti ieri ha aggiunto un’altra grande vittoria, forse la più importante, alla sua grandissima carriera. E’ proprio il caso di dirlo, Molmenti di gloria.

LA STORIA – Al canoista di Pordenone mancava solo la medaglia olimpica per entrare nell’élite della canoa slalom. Nella sua grande carriera ha vinto 21 titoli italiani tra assoluti e di categoria, 1 Coppa del Mondo (nel 2010, dopo essere stato secondo nel 2009 e successivamente nel 2011), 1 mondiale individuale (nel 2010 a Tacen), 5 campionati europei di cui 1 juniores nel 2001 a Bratislava, 1 under23 a Cracovia nel 2005 e 3 senior (Nottingham nel 2009, La Seu d’Urgell nel 2011 e Augsburg nel 2012), oltre che tanti piazzamenti a podio nelle suddette gare. Dopo essere stato 10° nella gara del K1 alle Olimpiadi di Pechino nel 2008, ieri è arrivato un grandissimo successo a coronamento di una, fin qui, grande carriera.

LA GARA DI IERI – In tanti sapevano che Daniele era uno dei favoriti per l’oro olimpico, ma nessuno avrebbe immaginato una vittoria con un così largo vantaggio: 93,43 secondi il suo tempo di manche senza nessun errore. Un percorso netto che gli altri hanno potuto solo imitare. Il più vicino è stato il ceco Hradilek (94,78 secondi), seguito dal tedesco Aigner (94,92 secondi). Per tutti gli altri non c’è stato nulla da fare: neanche lo sloveno Kauzer, il più temibile avversario di Daniele, è riuscito a batterlo, finendo addirittura giù dal podio per le penalità conseguite lungo il tracciato. Impresa storica per il friulano, vent’anni dopo l’oro di Pierpaolo Ferrazzi a Barcellona.

IL SOGNO DUCATI – Ora Daniele spera di riappropiarsi di un’altra passione, la Ducati: nel 2007 un incidente lo indusse a vendere la sua moto e decise di dedicarsi alla canoa (con ottimi risultati da lì in avanti, ndr), ma dopo questa vittoria tutto è possibile. E lui se lo merita, per vivere ancora “Molmenti di gloria“.

Leo Mastromauro

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