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Gabigol e Pedro: Bidoni o incompresi?

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Pedro e Gabigol, "bidoni" della serie A, risorti al Flamengo

Gabriel Barbosa Almeida, in arte Gabigol e Pedro Guilherme Abreu dos santos, conosciuto semplicemente come Pedro, formano l’attacco del Flamengo pigliatutto. Il loro matrimonio è nato da poco ed è stato interrotto subito dal Covid-19. Ciononostante è singolare che la squadra brasiliana abbia deciso di puntare su due giocatori che in serie A hanno collezionato appena 170 minuti in due in serie A.

Tanti soldi per pochi minuti

Gabigol arrivò all’Inter in pompa magna per 30 milioni di euro il 30 agosto 2016. Tutti ricordano il suo selfie attorniato da dirigenti soddisfatti e tifosi in estasi. Doveva essere il crack del club nerazzurro, l’uomo su cui fondare la rinascita. Già in  molti si immaginavano la coppia con Icardi in un mix di samba e tango. I fatti andarono diversamente. Quella in nerazzurro fu una stagione disgraziata. Si alternarono tre allenatori, De Boer, Pioli e Vecchi e nessuno lo prese mai in considerazione. Nell’anno passato in nerazzurro le voci su di lui si moltiplicarono. Si parlò di festini, di scarso impegno negli allenamenti di incapacità nell’apprendere gli schemi. In tutta la stagione giocò appena 111 minuti in campionato, mettendo a segno una rete (al Bologna). Zero le presenze in Coppa Italia e in Europa League, dove fu escluso dalla lista per il Fair Play finanziario.

Discordo molto simile per Pedro. Pradè lo prese questa estate negli ultimi giorni di mercato dalla Fluminense per 15 milioni di euro circa. Il ragazzo era reduce da un brutto infortunio che lo scorso anno aveva fatto saltare il trasferimento nientemeno che al Real Madrid. Gli fu subito affidata la maglia numero 9. I tifosi gigliati già pregustavano un nuovo crack. In Brasile, Pedro aveva segnato parecchio e tutti erano pronti a scommettere su di lui. Tutti tranne Montella. L’ex tecnico viola, nonostante il suo calcio facesse acqua da tutte le parti, non considerava Pedro neanche come carta della disperazione.

La squadra si incartò presto su sè stessa, ma il brasiliano fino a gennaio scese in campo per appena 59 minuti, subentrando 4 volte. A chi gli chiedeva spiegazioni, il confuso Montella rispondeva: “Non è pronto”. L’arrivo di Iachini non ha cambiato l’antifona, anche perchè il brasiliano era sfiduciato. Anche in questo caso alla fine si optò per l’addio: prestito per un anno con diritto di riscatto al solito Flamengo.

Bidoni o incompresi?

Gabigol a 20 anni fu subito bocciato come “bidone”. Anche al Benfica giocò pochissimo. Di qui la scelta di tornare in Brasile, prima al Santos, società che lo aveva lanciato, poi al Flamengo. In due anni in Brasile ha segnato 81 gol i tutte le competizioni e vinto, tra le altre cose la Libertadores che mancava alla squadra rubio-negra dai tempi di Zico. Il riscatto degli Avvoltoi per circa 16 milioni è stata una scelta naturale. Ora tutti si attendono che Gabigol sbarchi nuovamente in Europa per dimostrare il proprio valore.

 Il coronaviru ha invece frenato la terza vita di Pedro. Si era ripreso bene dall’infortunio al ginocchio ed era partito forte anche nel suo ritorno in Brasile: 3 reti in 8 gare di cui 4 da titolare. Non male per un giocatore che, in Italia, si credeva non essere neanche in grado di reggersi in piedi.

Morale della favola: 2 giocatori pagati complessivamente 45 milioni sono stati rispediti al mittente perchè 170 minuti complessivi in A sono stati giudicati idonei per ritenerli scarsi. La cosa buffa è che i due dirigenti che li hanno presi, ovvero Ausilio e Pradè, sono rimasti al proprio posto. Quindi, la verità qual’è?

Insieme al Flamengo

Il Flamengo con Gabigol ha vinto una Libertadores, Campionato Carioca, una Recopa, una Taca Guanabara, una Supercoppa brasiliana ed una Recopa. In tutte queste competizoni, Gabigol ci ha messo lo zampino. Nel frattempo all’Inter sono passati Eder, Jovetic, Biabiany, Politano, Keità, Karamoh, Pinamonti e Sanchez, Lautaro Martinez e Lukaku. Lasciando perdere Lukaku (che è arrivato per sostituire Icardi), solo Martinez ha rispettato le attese. Tutti gli altri, per motivi diversi, sono stati dei flop clamorosi.

Pedro ha segnato nella gara di ritorno che ha certificato il successo in Recopa del Flamengo. Alla Fiorentina, dal 2016, si sono alternati Zarate, Kalinic, Babacar, Falcinelli, Gil Dias, Lo Faso, Thereau, Simeone, Mirallas, Muriel e Ghezzal. Tra tutti,  quelli che hanno resistito di più, sono Kalinic e Simeone, anche se entrambi hanno fatto bene solo un anno. Il non riscatto di Muriel (che in 6 mesi non aveva fatto male) è ancora un mistero.

Siamo sicuri che i due brasiliani che ora giocano al Flamengo siano peggiori dei nomi fatti sopra? Abbiamo vestito che la maggior parte degli attaccanti che hanno vestito nerazzurro e viola sono dimenticabili, ma, in generale, hanno avuto tutti più spazio rispetto ai due brasiliani. Forse sarebbe più corretto dire che hanno avuto un utilizzo in linea con l’investimento che la società ha fatto su di loro. La stessa cosa non si può dire per la coppia d’attacco del Flamengo. Chi avrà avuto ragione?

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