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Le colpe dei padri non ricadano sui figli…

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Impazza il virus in Italia, piena emergenza sanitaria e presto anche economica. Impazza, però, come sempre, anche la polemica, per un gusto totalmente italico per la stucchevole discussione. Della serie “purché se ne parli”, avrebbe detto Oscar Wilde. Ora, nell’ultima settimana la polemica-pantomima per i tamponi fatti ai calciatori e non alle persone che, ora dopo ora, si aggiungono alla lista dei sofferenti, martoriati dal Covid-19. Chi difatti sta pagando lo scotto più alto in termini di risorse, e non solo umane, sono medici ed infermieri. Insomma, tutti quelli che giorno e notte lavorano per la tutela della salute pubblica. Ma lo fanno sempre, mica solo in tempi di emergenza.

Quella che è andata in onda è la solita, incoerente e moralista sitcom di salsa italiana. Giusto per non farci mancare niente e sì, perché tanto chi ai tempi dei social può esprimere un pensiero che in altri contesti non avrebbe mai espresso, può dire la sua anche con titoloni in bella pagina per condannare VIP e calciatori. Deve aver fatto scandalo per tutti, ovviamente, ma chi vi scrive proprio non riesce a trovar pace per quanto successo.

Nel mondo, ma in Italia di più, esiste una casta. Si badi bene: casta non è da confondere con elite, rappresentata, nel nostro paese, non di certo dai calciatori ma, appunto, da medici e milioni di professionisti che fanno il loro lavoro onestamente e correttamente. I calciatori, in Italia e nel mondo, ma qui vale di più, sono una casta. I VIP, addirittura, sono una casta 2.0: quelli che vanno di moda oggi, gli influencer, non sono solo casta ma anche parassiti. Pensate un po’. Eppure, per costituzione propria, le società di calcio sono enti privati che investono fondi privati per pagare dipendenti privati, in forma esclusiva. E, in alcuni casi, per equipaggiarsi meglio di quanto garantirebbe il sistema sanitario locale. La Juve è finita in prima pagina. Ma la Juve, signori, ha un centro medico di proprietà, costruito e adattato per ogni evenienza. Saranno soldi di Juve ed Exor quelli spesi per tamponi, mascherine e precauzioni. Non del contribuente medio, non del medico in trincea, dell’infermiere col volto sfigurato da fatica e mascherine.

Una incoerenza tutta italiana. Chi vi scrive è di un parere sacrosanto: i medici e gli infermieri, in una sanità martoriata, sono eroi tutti i giorni. Sono gli stessi che, trincerati nei pronti-soccorso, combattono spesso l’inciviltà e l’assoluta assenza di empatica sociale e civica dei quattro quinti della popolazione. Sono eroi ogni giorno, anche quando devono studiare dodici anni per un concorso (che ha logiche assurde) o per un contratto a tempo indeterminato che non arriverà mai. E no, scusateci se non prendiamo le parti di chi ha accusato le società e i VIP. Vorremmo farlo, ma proprio non riusciamo a trovare altri colpevoli se non tra chi, dal 2000 ad oggi, ha tagliato quaranta miliardi di fondi alla sanità. Anche perché in Germania esiste la casta dei calciatori e pure i teutonici avranno la loro categoria di VIP. Eppure di crisi sanitaria e di collasso nessuno parla.

Nel grafico noi siamo i verdi. Perdete ogni speranza, voi che entrate…

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