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Non Solo Sport

Colpevole ritardo, ma ora qualcuno paghi

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Il Coronavirus, o Covid-19, che fa quasi più simpatico, impazza e non tralascia niente: ha distrutto, in poche, semplici, imprevedibili ed invisibili mosse, la nostra quotidianità. E, giocoforza, ci ha anche bloccati davanti alla tv come se ci mancasse qualcosa. Quel qualcosa, dapprima, è stato il calcio. Poi tutto il resto, dalle moto alle auto al basket. Lo sport tutto si è fermato per quella che è una emergenza globale che non fa sconti a nessuno. Ma il ritardo di alcune federazioni, francamente, sa di colpevolezza. E sa anche di qualche morto sulla coscienza: nonostante gli appelli, nonostante i dati reali di un virus che ha trasformato questa prima parte di 2020 in una tragedia.

Colpevolezza che, in particolar modo, investe il mondo del basket, con l’NBA, e quello del calcio. Su tutti, nel nostro caso, colpevole è la Lega Serie A. Poi, in generale, la UEFA. Colpevoli sono quei dirigenti del pallone che il pallone se lo sono mangiati e che non hanno mai del tutto palesato l’intenzione di retrocedere. Mentre i numeri parlano di bollettini di guerra autentici, noi chiediamo che qualcuno, finalmente, paghi.

Qualcuno paghi

Qualcuno paghi come la notte in cui l’Italia rinunciò al Mondiale, ovviamente per colpe sue. Paghi la Lega per la vergogna a cui ci ha fatto assistere per due settimane: senza chiarezza, senza buonsenso, senza un briciolo di umanità. Paghi il Ministro Spadafora, per il suo essere completamente anonimo, per il suo non avere avuto un polso in questa situazione. Paghino tutti quelli a cui oggi, in Serie A, dobbiamo 11 contagi. E non sono ancora finiti. Qualcuno paghi per aver costretto quelli che prima sono uomini, non macchine, a giocare a porte chiuse e senza nessuna prevenzione. Ma che prevenzione poteva mai esserci, nel vietare le mani, in un gioco di contatto fisico?

Paghi la UEFA e tutti i suoi vertici per un silenzio rotto con colpevolissimo ritardo. Paghi per non aver immediatamente sospeso le competizioni e per non aver ancora, ad oggi, rimandato gli Europei. Gli interessi, dinanzi a situazioni così drammatiche, si antepongono. Paghi questo calcio malato, e paghi chi, nei rispettivi sport, non ha fatto nulla per evitare questi contagi.

Paghi anche la NBA, per non aver censurato e isolato un tale che si faceva beffe delle misure preventive, salvo poi risultare positivo. Paghi Diego Costa, a cui non auguriamo di certo il virus. Paghi chi ha trattato questo virus come una barzelletta e gli sportivi come oggetti. Né uomini né donne, solo carne da macello da gettare nelle arene di un business che, come il virus, non ha guardato in faccia a nessuno.

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