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Agnelli ha pisciato fuori dal vaso

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Finalmente si chiuderà una settimana di polemiche: questa sera, salvo clamorosi cambi di fronte, si giocherà Juventus-Inter, a chiusura di una ventisettesima giornata infestata dal Coronavirus che in Italia ha sovvertito la normalità, facendo cadere in una spirale di panico un’intera nazione. Ne ha pagato le conseguenze anche il calcio, con i suoi ritmi, il suo consumo, le sue dinamiche. Per una volta si è detto stop e mentre per questa prossima settimana si preannuncia una sospensione totale, nel mondo dello sport abbiamo già fatto ridere.

Ed ha fatto ridere la Juventus, in prima linea così come impone il primato che da otto anni mantiene saldo in campionato. Diciamolo chiaramente, speriamo anche che sia l’ultimo. Tutto è cominciato quando si era proposto di giocare a porte chiuse: tutti d’accordo, men che meno la Vecchia Signora. Non rimborsa gli spettatori, e dunque sì, che si rimandi pure la partita. Polemiche su polemiche, in un momento così delicato, non fanno bene a nessuno. Ma il sistema calcio, chi vi scrive ne è fermamente convinto, dipende dalle volontà del suo alfiere più ricco. A questo diktat si è ribellata la sola Inter, facendo giustamente notare come fosse un controsenso rimandare il Derby d’Italia per poi giocare, due giorni dopo, la semifinale di ritorno allo Stadium a porte aperte. Agnelli, a sugello di una settimana non proprio indimenticabile, ha poi dato il colpo di grazia alla già pessima settimana juventina.

C’è chi vince e diverte, chi invece palleggia e perde (a Lione)

Il presidente bianconero è uno strenuo sostenitore della SuperLeague, una Champions versione superiore con i più grandi club d’Europa. Per l’Italia si parla da tempo di Juve, Milan, Inter e Roma (?). Le altre, invece, andrebbero escluse, in questa meschina logica che elude quella del campo, perché forse alla Juve piace così, chissà. Ed esclude, tra le tante, l’Atalanta. Che da un quinquennio è nettamente la migliore in Italia e che quest’anno non solo sta vincendo, ma sta anche progredendo in Champions League, dove è ad un passo dai quarti di finale e anche al ritorno nella massima competizione europea per club, essendo ben salda al quarto posto.

Per il presidente della Juve pare sia ingiusto che una squadra senza storia (a dirla come lui, e solo come lui), e senza trofei giochi in Champions. E non è giusto che per l’Atalanta siano escluse squadre come la Roma, che a detta di Agnelli, una storia ce l’hanno (?). L’ha fatta fuori dal vaso, ed anche di parecchio. Forse perché sarà abituato a poche vittorie sul campo, limpide e trasparenti? Forse perché in un calcio più meritocratico, avrebbe qualche punto in meno? O forse perché è semplicemente un imbecille? Tutte e tre le opzioni sono un po’ vere a loro modo. Intanto ci teniamo l’Atalanta, che vince, diverte e fa sognare. Sempre meglio che assistere a novantacinque minuti di palleggio sterile, con gol subito e sconfitta, contro una squadra francese, non proprio irresistibile, come il Lione…

SPORTS AGENCY SC24

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