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La Lega Serie A ha il coronavirus

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Perdonerete i vari francesismi che il sottoscritto, e cioè chi vi scrive, si concederà. Ma si è giunti ad un punto che definire ridicolo è dire poco. L’emergenza nazionale tiene tutti col fiato sospeso, da Nord a Sud, tra un cazzone che a Pavia incolpa altri di sporcizia, un altro cazzone che vuole cambiare l’Italia e accusa tutti ma va in Trentino sulla neve a sciare e spararsi foto, ed un altro cazzone ancora che pensa ai monopattini (per carità, bella notizia). Se ne potrebbero aggiungere altri due o tre, ma interrompiamo qui la nostra carrellata. Il nemico di tutti è il Coronavirus, al secolo Covid-19, ma pare che non importi una beneamata minchia a nessuno, nonostante chiacchiere e propagande varie. L’importante, viene da dire, è salvaguardare l’immagine del Paese più bello del mondo, l’Italia. Peccato che sia anche il Paese più autolesionista, stupido, bigotto, meschino di tutti. Dante Alighieri a suo tempo lo definì puttana ma in quel caso altro genio, altra cultura.

Calcisticamente invece la Lega Serie A perde faccia, dignità e ragione, la Lega di B, dello stesso Paese, parte della stessa emergenza, viaggia dall’altro lato della strada e chiude le porte. Per carità, il calcio senza tifosi non è lo stesso (poi spiegatelo, a quei poveracci, quando gli fate vere e proprie estorsioni e li costringete a pagare abbonamenti da ultra ricchi). Che cazzo è successo, orbene? Nulla, ennesima figura tutta all’italiana: saltano cinque partite del weekend, con quella di cartello Juve-Inter che ha lasciato, giustamente, strascichi: tra la solita gara a chi ce l’ha più lungo e i tifosi, nerazzurri, s’intende, unica parte lesa. Diciamo nerazzurri perché quelli juventini non si sono palesati e in fondo, va bene così. In questo momento di vulnerabilità massima la Juve fa la parte dell’eroina nazionale e i suoi tifosi si adeguano. Peccato che abbia perso ancora una volta il calcio. L’avevano giustificata dicendo che era una negazione al Derby d’Italia, giocarla a porte chiuse. Poi però hanno deciso di far giocare Juve-Milan, semifinale di Coppa Italia, a porte aperte per i residenti in Piemonte: di questi tempi i lombardi hanno la lebbra. Ma che cazzo dico, dietrofront: slitta la Coppa Italia, si gioca la A tra mercoledì e giovedì. Pensiero logico, soluzione ottimale, spostando la chiusura della Coppa in una unica soluzione a maggio, che tanto non frega niente a nessuno di questa competizione. Ma no, sei un folle idiota ridicolo decerebrato: si giocano i recuperi nel prossimo weekend! Ma sì, tanto il problema non è il calendario strapieno, non è l’Europeo di maggio, non è la Coppa Italia e non sono le competizioni europee che se ne infischiano e continuano. Ma no, cazzone. Noi siamo l’Italia! E salviamo la faccia!

La Lega A, in tutto ciò, non ci ha capito un cazzo ed ha tolto un senso ad un campionato che di sensato ha già ben poco. E nonostante ciò, riunione di urgenza mercoledì mattina: quando cioè hanno detto, dapprima, di giocare Juve-Milan, poi di recuperare le partite, poi smentire tutto e lasciare tutto come si trova. Ma sì, cazzoni: pensiamoci anche venerdì e sabato, salviamola, la faccia. Ma che cazzo c’è più da salvare? E quando capiremo che questa psicosi, in parte ingiustificata, porterà solo e soltanto danni?

Intanto il virus impazza, i contagi aumentano, l’Europa va avanti e l’Italia, il sottoscritto lo andava dicendo da tempo, era il paese meno indicato per sopportare una emergenza di questa portata. In questo momento la terra più sicura è senza dubbio alcuno la Cina. Ma lì non c’è però l’Atalanta che, al cazzo il virus, vince e si diverte. Ci diverte. Lo spettacolo, si sa, deve sempre andare avanti. Ma in Italia, amici miei, mancano gli attori…

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