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La Opinión

Sarri si è arreso: ma sarà davvero il Ventura della Juve?

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Sarri si è arreso. Paolo Ziliani, nota firma del Fatto Quotidiano, ha azzardato un paragone, sulle colonne del quotidiano oggi in edicola: Sarri sarà il Ventura della Juve? Azzardato, ma non inverosimile. Il paragone, chiaramente, va con Giampiero Ventura, tecnico della Nazionale italiana e autore, tra i principali ma non il solo, della disfatta che nel novembre del 2017 portò l’Italia ad una clamorosissima esclusione da Russia 2018. I segnali di quella che poi effettivamente sarebbe stata una disfatta erano chiari ed evidenti: spogliatoio spaccato, clima freddo, da cortina di ferro quasi, squadra spaccata, il resto è storia nota, purtroppo. Alla Juve che sta succedendo? Non è tutto rosa e fiori come vogliono far vedere dalle parti di Torino. Sarri si è arreso.

Si parla di un Agnelli furioso, di un Paratici confuso e di un Nedved in mezzo ai fuochi. La cena-vertice tra due senatori come Buffon e Chiellini con Paratici ha fatto rumore, le grida di Sarri zittite da Bonucci (“Sappiamo che dobbiamo fare, cosa gridi!?”), la centralità su tutti di Ronaldo, l’esclusione, qualche volta, dello stesso Ronaldo (sostituto in fuga a San Siro, n.d.r), de Ligt al centro sulla destra con Bonucci ad adattarsi, Rugani ai margini per Demiral, poi infortunato. Pjanic che non gioca, poi gioca e si fa male. Insomma, una bella gatta da pelare. Le premesse, insomma, non sono delle migliori in vista di un epilogo ancora lontano ma preoccupante. Intanto Sarri ci sta mettendo del suo. Insomma, Sarri si è arreso.

La sconfessione

Sarri si è arreso. Sarri non ci sta capendo un cazzo e questa è cosa nota. Ci sta capendo poco e niente e i tanti inciampi della Juve, soprattutto nel bis Napoli e Verona, sono una chiara testimonianza. Se può essere il nuovo Ventura, o un Ventura bianconero, al momento non è dato saperlo. Diciamo che però la strada per l’obiettivo è quella giusta. In questo caso, a conferma, è arrivata una prova, più che un indizio: il Sarrismo non è opzione da Juve.

“Se si intende vedere un’organizzazione collettiva come quella di alcune formazioni che ho allenato negli anni scorsi, quella qui non si vedrà mai. Alla Juve ci sono giocatori individualmente fortissimi, che esprimono il meglio in questo modo, giocando da solisti” – ha dichiarato ieri in conferenza post partita. Insomma, quando il possesso palla è inefficiente (quasi sempre) si attende la lampadina del campione. E la partita si vince, come con il Brescia (anche immeritatamente). Domanda da un milione di euro: per fare questo, peraltro con risultati ancor più convincenti, non bastava Max Allegri?

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