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Fallimento Bernardeschi, ma oltre la Juve quali prospettive?

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Quando dalla Fiorentina passò alla Juve, per una cifra monstre di quasi 50 milioni, molti pensarono ad un Baggio bis, memori, da ambedue i fronti, dello storico e tortuoso passaggio che portò Roberto Baggio dalla Viola alla Juve ad inizio anni Novanta. Due anni e mezzo dopo, se Baggio cominciava a vincere una coppa e si apprestava ad alzare il Pallone d’Oro, il percorso di Federico Bernardeschi è stato finora diametralmente opposto.

Ai limiti del fallimento: tante prospettive, tanti buoni propositi e tante chiacchiere. Finora, di fatti, se ne sono visti ben pochi. Con Allegri, anche se talvolta il minutaggio sembrava essere poco, Bernardeschi ha fatto vedere le migliori cose in bianconero: prestazioni convincenti, gol, duttilità ma senza mai imporsi come calciatore imprescindibile. Con Sarri ci si aspettava una esplosione, invece è nato un equivoco. Tattico, perlopiù, ma decisivo per quel che riguarda il futuro. Quali prospettive per lui?

Bernardeschi non è un calciatore da top club, o non lo è ancora

Con Sarri è nato un equivoco: trequartista prima del tridente, infine panchina, quasi oblio. Troppo silenzio e dunque, di conseguenza, troppo rumore. La verità è una: Federico Bernardeschi era un predestinato, ma alla Juve è andato per bruciarsi. Come spesso accade a chi è già troppo un fenomeno e che, non volendosi accontentare, fa il passo più lungo della gamba. Probabilmente, un anno o due in più a Firenze, dopo un anno e mezzo di buon livello, avrebbe giovato ad una maturazione completa che non doveva avvenire, e non sta avvenendo, alla Juve. Era una logica previsione ed è la stessa che, in questa sede, facciamo su Federico Chiesa, ormai in odore di bianconero.

L’equivoco tattico ha provocato un isolamento totale. Bernardeschi, che gioca bene ovunque, sia chiaro, alla Juve sta soffrendo la Juve stessa. L’essere Juve e, secondo chi vi scrive, un non essere ancora all’altezza. Qualcuno avrebbe dovuto spiegargli, ahilui, che alla Juve c’è sempre fretta e il tempo di aspettare chiunque manca. L’ultima parola a Sarri, nell’attesa che nei prossimi mesi l’ex talento viola faccia scattare del tutto e definitivamente una scintilla mai scattata fino in fondo.

Anche perché, seppur la giovane età e le doti, che pure ci sono, vanno a favore di Bernardeschi, la domanda a cui rispondere è un’altra: la Juve, che è parte dell’elite del calcio mondiale, è già il top. Oltre alla Juve, nel gotha del calcio europeo, Bernardeschi dove può andare? Quale tra i migliori otto club d’Europa investirebbe su di lui? Il rischio di un passo indietro, dopo questo mezzo fallimento, è sempre più un’ipotesi. E forse sarebbe, per lui, la cosa migliore.

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