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L’uomo dell’ultimo minuto

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La stagione della Lazio, finora, è stata strepitosa. Non un passo falso, doppia vittoria contro la Juve, vittoria della Supercoppa (un’altra, per Simone Inzaghi), una classifica che sorride e la testa sgombera da altri impegni: i biancocelesti, insomma, non hanno forse la stoffa per vincere il tricolore, ma costituiscono una inevitabile insidia con cui fare i conti, per Inter e Juve. Dal momento che le sorprese sono dietro l’angolo e un eventuale passo falso lancerebbe i biancocelesti verso vette insperate.

Non un miracolo, ma una solida realtà: quella di un gruppo, costruito ad arte dal suo allenatore, anche contro la società (Lotito vi dice qualcosa?), capace di saper fare il lavoro che viene richiesto. Ecco, la differenza tra Lazio e le altre 19. Se l’Inter è solida e la Juve ha i fenomeni, la Lazio è la squadra che ha undici interpreti ciascuno nel proprio ruolo, con precisi compiti, in uno schema in cui ognuno fa il suo. Solidità nella difesa guidata da Acerbi, flessibilità e qualità nel centrocampo di Luis Alberto e Milinkovic-Savic, efficienza e cinismo in attacco con Correa e Immobile. Undici giocatori. Più uno.

L’uomo dell’ultimo minuto

Felice Caicedo è il +1 di Inzaghi e di tutta la Lazio. L’uomo che arriva nel finale di partita, quando c’è da decidere le sorti di gara. E con un gol, o con un assist, il bello è che riesce anche ad incidere. E in che modo, soprattutto. Suo, ad esempio, l’assist ad Immobile per il 2-1 a Brescia e suo, per dirne uno, il gol in finale di Supercoppa, quello che ha giustiziato la Juve, tagliandole le gambe e sottraendole la Coppa. L’uomo della provvidenza, molte volte, per come è impiegato e per quanto è determinante. Eppure, in una squadra che da tre anni vanta un bomber di tutto rispetto, nessuno lo direbbe. Eppure Felipe Caicedo è così, rumoroso nel suo silenzio assordante. Non parla, non si lamenta, non si espone. Entra, corre, gioca e segna.

Ora, contro il Napoli, complice la squalifica del “Tucu” Correa, sarà al fianco di Immobile. Per inserirsi negli spazi, correre su ogni pallone e, sperano tutti, per segnare. Ed è stato già battezzato l’uomo del primo minuto. Porterà bene?

SPORTS AGENCY SC24

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