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Le vedovelle di Allegri hanno ragione: Sarri non ci sta capendo un cazzo

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E infine venne il giorno in cui gli Adanisti, ligi seguaci della regola del maestro Lele Adani, ebbero a chiedere scusa agli Allegristi, pochi lo scorso maggio e moltiplicatisi a dismisura nelle ultime ore, nel seguire la voce del verbo di Max Allegri: il bel gioco è una cazzata. Bella grossa, aggiungiamo. Nella disfatta bianconera in Supercoppa si celebra un trionfo, quello appunto dell’Allegrismo, e ci si pongono due domande su una corrente, quella del Sarrismo, certezza dalle parti di Napoli ma solo filosofia da quelle della Continassa. In mezzo la delusione di milioni di tifosi e di Cristiano Ronaldo, arrivato alla sconfitta dopo 12 finali consecutive vinte. Poi magari qualcuno gli insegni a tenerle, le medaglie. Di tanto in tanto vale anche per lui la regola del “conta partecipare”.

Allora Allegri ha ragione? Non in tutto, perché la bellezza vuole la sua parte. Ha ragione, sotto certi punti di vista, ed hanno ragione alcuni suoi sostenitori. Perché qui si parla di Juve e vincere, non importa come, resta sempre l’unica cosa che conta. Forse non per Sarri, vincitore di un trofeo nazionale solo nel 2003, con il Sansovino.

Maurizio non ci sta capendo un cazzo. Ed hanno ragione i suoi detrattori

Maurizio Sarri non ci sta capendo un cazzo. Perché il bel gioco esiste, ma non alla Juve. Esiste per chi è abituato a giocare a calcio, non per chi vince sulla sola solidità. La Juve, quest’anno, non è solida. E Sarri, finora, ha solo sbagliato: doveva portare il tocco in più, stravolgere e non snaturare un gruppo reduce da otto anni di trionfi. Finora ha stravolto, nel modo sbagliato, senza valorizzare ma confondendo. E soprattutto, non è stato capace, sempre finora, a netto di future smentite, di dare continuità. Il tutto ben sintetizzato negli impietosi numeri di una difesa per otto anni la migliore in Italia: 31 gol fatti, peggio di Inter e Lazio, ma soprattutto 17 gol subiti. Peggio di Inter e Lazio, prima e terza di fila. La solidità difensiva bianconera, celebre tanto da essere eletta a scuola, è venuta meno. Manca Chiellini, si sente, ma in 15 giorni sei gol dalla Lazio non sono giustificabili. Nel calcio funziona che se non difendi poi subisci. E la Juve sta subendo.

Della Juve di Allegri, che si voleva conservare, si è conservato ben poco. E la mentalità? E gli atteggiamenti? Deve essere dura per la Juve sentire il suo tecnico dire frasi del tipo “se la Lazio continua così per otto mesi complimenti a loro”, quando ha dalla sua una squadra stellare e uno dei due calciatori più forti di sempre in attività. Maurì, CR7 è tuo eh, non del prode Inzaghi, che ti ha dato due lezioni in venti giorni! Cosa fare, dunque? Augurarsi un 2020 di svolta, di rivoluzione stavolta compiuta. Perché al momento Sarri non ci sta capendo un cazzo, ribadiamo. E rischia di arrivare a giugno con la panchina più prestigiosa della sua carriera completamente bruciata. E le occasioni, nel calcio come nella vita, non hanno scadenza né puntualità…

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