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Nella doppia faccia del Napoli c’è tutto l’ancelottismo degli ultimi anni

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La premessa è obbligatoria: a Napoli c’è qualcosa che non va, e questo lo si è capito ormai più di venti giorni fa, dopo l’ammutinamento della squadra a ridosso del pareggio contro il Salisburgo. Che nulla ha tolto, e nulla ha dato. Avrebbe forse potuto chiudere il discorso qualificazione prima del dovuto, ma tant’è: il Napoli, per qualificarsi, non solo è in corsa ma è clamorosamente favorito. Questo per una ragione semplice e logica: tutti si aspettavano, dato anche il momento mentale particolarmente fragile, una colossale imbarcata in quel di Liverpool, ieri sera. Le cose, in realtà, sono andate in maniera leggermente diversa. Quel che viene fuori, alla fine dei 90 minuti regolari di Anfield, è che il Napoli ha anche qualche rimpianto dalla sua serata nella città dei Beatles. Certo è che è arrivato un punto che vale per tre. Ed è arrivato anche il messaggio dell’Ancelottismo, finally.

La doppia faccia del Napoli e l’Ancelotissimo europeo

Altra premessa, altrettanto significativa: in questa stagione il Napoli è l’unica squadra che ha fermato il Liverpool. L’ha battuto, un unicum finora per i ragazzi di Klopp, e l’ha fermato con un pareggio in casa, dove il Liverpool viene da quasi un biennio di vittorie. Nemmeno il Manchester City, che coi Reds si gioca la Premier, è riuscito in tanto. Il Napoli, la stessa squadra che in campionato è a quindici punti dalla Juve, di cui è stata, e doveva essere principale antagonista, in coppia con l’Inter, sì. Abbracciamo, in questa sede, la scontata opinione di Mario Sconcerti (sic!): se domini il Liverpool e non riesci col Genoa allora qualche problema c’è. Grazie al c***o aggiungiamo.

Ed aggiungiamo anche che questo Napoli è quanto più vicino ci sia al Milan Ancelottiano 2006-2007, quello dell’ultima Champions: giochi di destini incrociati e di corsi e ricorsi storici. A fatica, faticaccia in campionato, a mille all’ora in Champions League. Ma allora Klopp ha ragione, quando dice che il Napoli può vincere la Champions? Pensiero estremo, forse, di sicuro non pronosticabile alla vigilia. Ma un briciolo di verità di fondo c’è: il Napoli è una squadra pericolosa che può mettere in difficoltà anche la prima della classe, e diventare così essa stessa la prima della classe.

Il primo mistero dell’Ancelottismo è tutto qui, nella mentalità che la sua squadra sfoggia in Europa: bella no, ma efficiente, grintosa, che gioca a calcio. Chissenefrega che poi non è il calcio champagne, è il calcio efficace che serve per fare al Liverpool quattro punti. Di questo spirito, in una Serie A tecnicamente povera, salve le dovute eccezioni, basterebbe un 20%. Se ci arrivano, forse, sveliamo quello che è il secondo mistero dell’Ancelottismo: vincere…

SPORTS AGENCY SC24

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