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#Immobile100

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Ciro Immobile ha una sua storia tutta particolare: era partito dalla Juventus, scalando le vette nelle giovanili, e poi ha cominciato a scalare un’altra montagna, ben più grossa, quella del successo. Non era uno dei tanti, ma sembrava uno dei tanti. Tanta gavetta, il Torino e qualche bagliore interessante: record di gol, capocannoniere in A, una decisione, quella di andare all’estero, tra Borussia Dortmund e Siviglia, alquanto discutibile, infine il ritorno in Serie A. Infine la Lazio, storia recente, una bella storia, mai interrotta nemmeno dai tanti rumors di mercato, non ultimi quelli precedenti l’incipit di questa stagione.

Lo score, dopo la presa di San Siro, impresa che ai biancocelesti mancava da 30 anni, recita chiaro: 147 partite, ben 100 gol, per Re Ciro il Grande, da Torre Annunziata, imperatore della Roma biancoceleste. Un giocatore come pochi, le cui doti ormai sono note a tutti. E il cui nome ormai è inciso indelebilmente nella storia della Lazio.

L’erede di Miro e Pippo

100 gol in 147 partite non erano cosa facile. Davanti a lui Immobile, oggi sesto top scorer laziale, ha solo, si fa per dire, Silvio Piola, Giuseppe Signori, Giorgio Chinaglia, Bruno Giordano, Tommaso Rocchi. E, guardando da questa prospettiva, con “quota 100” raggiunta in tutte le competizioni, sbirciando le statistiche del solo campionato, Ciro Immobile è fermo ad ottanta gol, a meno due da Rocchi, indimenticato bomber della Lazio del passato.

Già da un po’ aveva superato Miroslav Klose, granitico attaccante tedesco che ha scritto indelebili pagine di storia nel calcio europeo, e di Klose aveva raccolto una pesantissima eredità. L’ha fatto a modo suo, Ciro, con gol, corse infinite, lotta spasmodica, velocità di pensiero. Ma quel che più lo accomuna al tedesco è la freddezza sotto porta: parliamo di due cecchini dell’area di rigore. E poi c’è quel parallelo che affascina, e non poco, gli addetti ai lavori e non solo. Immobile è il vero erede di Pippo Inzaghi? Non ce ne voglia l’amatissimo Superpippo, ma Ciro Immobile tecnicamente ha qualcosa in più. Fatto questo assunto di fondo, è bene ribadire qualche caratteristica che i due condividono: tenacia, grinta, voglia di lottare, determinazione, freddezza. Insomma buona parte delle caratteristiche che hanno reso noto Pippo Inzaghi ai suoi tempi. Ma Immobile è un altro giocatore. Che ora, davanti, ha altri 100 gol…

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