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La profezia Argila: Stefano Sensi oggi è davvero una stella

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Fernando Argila Pazzaglia, calciatore di ruolo portiere e poi allenatore-talent scout catalano, nel 2013 ebbe a dire, di un certo Stefano Sensi, testuali parole: “Stefano Sensi non ha fatto toccare un pallone al nostro numero dieci, è il più forte dei suoi, ed ha solo 18 anni. Lo dico oggi, questo sarà un giocatore importante in Italia. Sarà una stella del calcio italiano, il suo è un talento naturale. Lo vedo e mi ricordo Iniesta, di Xavi, ma alla stessa età questo è più forte”. Accolto da un lieve sarcasmo, Argila non venne mica tanto preso sul serio.

Nel 2015 il tecnico catalano ha lasciato questo mondo, non in tempo per assistere alla realizzazione della sua profezia: oggi, Stefano Sensi, è un calciatore importante. E piano piano si sta imponendo come stella del nostro calcio. Perché il suo è un talento naturale e perché, della sua generazione, è quello che più ricorda i due funamboli che a Barcellona hanno scritto intense pagine di storia del calcio.

Al centro del cervello dell’Inter di Conte

L’estate nerazzurra ha portato, all’incipit, due novità: Antonio Conte e Stefano Sensi, ambedue accolti da uno scetticismo diverso. Il primo, contestato per il suo mai rinnegato passato bianconero. Il secondo perché giovane, proveniente da una realtà ben più piccola e con caratteristiche diverse dal calcio rapido e pressante dell’ex tecnico del Chelsea. Conte, da grande allenatore qual è, probabilmente il migliore dei nostri giorni per dirla con Valdano, altro non ha fatto che prendere Sensi e permettergli di far incastrare le sue caratteristiche all’interno del gioco nerazzurro. Nasce soprattutto da qui il filotto di sei vittorie su sei che oggi lasciano i nerazzurri in vantaggio su tutte ed a punteggio pieno in Serie A. Oggi del centrocampo dell’Inter Sensi è indiscutibilmente la mente creatrice e finalizzatrice.

È quella che ha prodotto 3 gol in 6 partite (al Sassuolo 5 totali in tre anni, n.d.r); quella che produce più tentativi di tiro nei 90′ tra i suoi, quello, tra i suoi, col maggior volume di tiri in porta. Rispetto allo scorso anno le percentuali si sono triplicate. E Sensi ha avuto la possibilità di sbocciare, con la naturalezza del suo enorme talento. Oggi i dribbling completati sono il 79% a partita, la mole di gioco prodotta è aumentata, i cambi di gioco sono diventati l’arma segreta dell’Inter e di un giocatore a tutto tondo. Che dalla sua ha anche la determinazione, l’intensità, l’energia, il perenne movimento ed uno spiccato senso di intendere il gioco: passa la palla ed è già in un’altra direzione, rallentando ed accelerando in base all’occorrenza.

La profezia si è avverata

Dall’Under 21 non ci è nemmeno mai passato e dagli allenatori che ha avuto ha saputo rubare il giusto: i suoi progressi sono clamorosamente massicci se rapportati alla scorsa stagione, buona sì, ma con un margine di errore molto più ampio. Era arrivato tra lo scetticismo, con gli occhi puntati addosso da chi, sedicente esperto, parlava di un suo impatto da meteora. Li ha smentiti tutti, Stefano Sensi da Urbino. E l’ha fatto con incredibile naturalezza, come intendeva Argila nel lontano 2013. Ah, se qualcuno avesse dato ascolto fin da subito a quella profezia…

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