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Garra, talento e fantasia: Nahitan Nandez, il Leone

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Garra, talento e fantasia: Nahitan Nandez, il Leone

Ruotano tutti, dalle parti di Cagliari, tranne uno: Nahitan Nandez si è abbattuto sulla Serie A come un uragano e, perdonate il gioco di parole, non poteva essere altrimenti per un uruguaiano, uno che, per dirla alla Adani, ha la provvidenza dalla sua e il calcio in qualche modo ha contribuito ad inventarlo. Maran è pazzo di lui, i tifosi del Cagliari lo hanno già eletto a loro indiscusso idolo. E lui, “El Leon”, ha ricambiato ruggendo, sempre novanta minuti in campo, sempre senza mai mollare, dando il tutto per tutto. L’acquisto più oneroso del Cagliari sta ripagando tutti, non solo lottando a tutto campo, ma offrendo tutto se stesso.

Garra, sacrificio e qualità: il Leon ha conquistato tutti

Corre, e tanto, il nostro Nandez: di chilometri ne percorre almeno undici, recordman tra i sardi. A recuperare, recupera, quasi sette palloni a partita, una cifra altissima. A servire, serve, già due assist, uno più decisivo dell’altro. È irruento, molto, ma per quello c’è tutto il tempo di rimediare ed “aggiustare”: due gialli finora,uno score da migliorare ma con tutto il tempo del mondo davanti. Il classe 1995 è poi duttile, perché gioca da mezzala ma se deve si sposta sulla fascia, alto o basso non fa molta differenza. Lui pensa, corre, gioca. Un jolly direttamente confezionato e spedito in Sardegna ed in Serie A, dove gli estimatori cominciano a crescere, tutti giustificati. In Uruguay ha conquistato tutti, in Argentina ha fatto innamorare Angelici e tutta la famiglia Boca, ora il calcio europeo comincia a guardarlo con attenzione.

Uruguaiano in tutto e per tutto: sacrificio, qualità e soprattutto garra, garra da vendere, senza mai risparmiarsi. Perché Nandez è un guerriero ed è un uruguaiano, come tanti che sono passati da Cagliari e come tanti che in Serie A hanno lasciato traccia. A Cagliari, nell’ormai lontano 1993, Pepe Herrera ed Enzo Francescoli, due leggende uruguaiane, portarono i sardi in Coppa Uefa. Ci pensò poi Fabian O’Neill a raccogliere la loro eredità, seguito da Tabarez, tecnico degli isolani nella stagione 1994/1995. Poi Diego Lopez, una storia romantica e infinita, prima da difensore insuperabile, poi allenatore. Uruguaiani di casa a Cagliari. Come il connazionale Christian Oliva. E infine Nandez, l’ultimo di una lunga serie destinata, per forza di cose, a lasciare il segno in terra sarda. Il Leon, libero, non vede confini.

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