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Il tempismo perfetto di Fernando Llorente

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Il tempismo perfetto di Fernando Llorente

Il tempismo è una caratteristica necessaria per chi di mestiere fa l’attaccante. Perché un nanosecondo può cambiare il destino di una partita, in molti casi di un campionato o di una competizione. Una delle caratteristiche imperiture del centravanti è la tempistica, da non perdere mai. Si sente spesso parlare di “morte” o “tramonto” del 10, perché oggettivamente il ruolo del vecchio fantasista, nel calcio moderno, è molto cambiato. Un attaccante, invece, deve essere scaltro, freddo, cinico. E deve avere un gran tempismo, per potersi considerare un grande centravanti.

Quella di Fernando Llorente, ex Bilbao, Juve, Tottenham ed ora al Napoli, è la storia di un tempismo che, in alcuni casi, è sempre stato perfetto. Non meno di pochi mesi fa, quando il Tottenham si è regalato un biglietto di sola andata per la finale di Champions, poi persa, contro il Liverpool, grazie all’anca del bello spagnolo, alto e dagli occhi azzurri che risponde al nome di Llorente, per gli amici Nando. A Napoli già Nanduccio e di conseguenza idolo, al di là del passato da rivale, in alcuni casi letale, ai tempi della Juventus.

L’impatto di Llorente è la svolta del Napoli

Fernando Llorente è arrivato, come spesso gli è capitato in carriera, nel più totale scetticismo. A Napoli, poi, dinanzi alla possibilità, concreta, di prendere Icardi, lo scetticismo si è raddoppiato e triplicato. Ma Fernando, l’uomo del tempismo, ci è abituato. Il centravanti di Pamplona, bandiera dell’Athletic Bilbao, per almeno due anni tra i migliori centravanti di Spagna e d’Europa, era considerato un centravanti di Serie B anche all’epoca. E lo è stato anche con la Juve, gregario ma fino ad un certo punto, decisivo al punto giusto. Col solito tempismo. Lo è stato allo Swansea, dove forse è tornato ad essere protagonista e valutato per quel che effettivamente è. Sottovalutato anche al Tottenham, ma i suoi benefici sono stati alla lunga sotto gli occhi di tutti.

Infine il Napoli, poco più di 140 minuti, tre gol ed un assist, peraltro decisivo, peraltro con la tempistica giusta, come piace a Fernando da Pamplona. In un ambiente caldo e passionale, inutile dirlo, lo scetticismo poi si è dileguato. Ma la sensazione è che, da qualche anno a questa parte, il Napoli avesse bisogno di un centravanti-centravanti. Cosa che Milik non è: ottimo giocatore, buon attaccante e non solo. Llorente, invece, è soltanto un centravanti. Con le caratteristiche di un centravanti puro, di razza. Il suo mestiere è fare gol, farsi trovare al posto giusto, nel momento giusto. Avere cinismo, rabbia, freddezza. E le tempistiche, quelle giuste. Nando, anzi Nanduccio, a Napoli, ci sta proprio bene…

SPORTS AGENCY SC24

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