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Che fine faranno le italiane in Champions League?

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Ricomincia stasera la Champions League, decisamente la competizione più importante al mondo, non solo in Europa. La competizione che più di tutte stimola e motiva, quella che maggiormente è un mix tra strategia, casualità, attimi e sorte. Ma soprattutto sorteggi. Un campionato nel campionato, una combinazione di partite che, dai gironi alle gare secche, dicono tutto e possono dire niente. Ma generalmente dicono sempre qualcosa e cioè che ai nastri di partenza della Champions League, spesso e volentieri, non esistono favorite ma solo sorprese, non ci sono certezze né pronostici.

La Champions è troppe cose: è un tocco di fianco al 90°, un gigante olandese che vola in alto e manda a terra Dio Cristiano Ronaldo, è un Mar Rosso che travolge e distrugge Barcellona e il suo Messi, è il gioco più bello del mondo sottomesso da un sistema efficiente e più freddo, è il Real Madrid che ne prende 4 in casa, è il Bayern Monaco che parte tra il silenzio generale ma è pur sempre il Bayern Monaco. È il Chelsea che si ripresenta ai nastri di partenza come quel fortunatissimo 2012; è il Borussia Dortmund che spera di riuscire a compiere ancora un’impresa. È il PSG che “questo è l’anno buono” ma non è mai stato ancora l’anno buono. È Neymar che cerca la consacrazione, CR7 che cerca il 6 sulla mano, Messi che rivuole la vittoria. È tanto e troppo ma forse non è tutto.

Champions League, le favorite

Un pronostico è sempre un azzardo e con la Champions League non è mai nulla di certo: quanti, lo scorso anno, avrebbero pronosticato il Liverpool in finale col Tottenham? Pochi coraggiosi. Però, quantomeno sulla carta, esiste una tabella di favorite. A cominciare dal Liverpool, che parte verso Istanbul da Napoli da favorita perché è il campione in carica. Ma occhio al Manchester City, che ha sempre Guardiola e, al netto di smentite, il calcio più bello di tutti. Passiamo poi in Spagna, dove Barcellona e Real Madrid vogliono tornare sul tetto più importante del mondo. I blaugrana mancano l’appuntamento da troppo tempo, e la stagione può essere quella giusta. Il Real, complici i disordini-disastri degli ultimi tempi, parte leggermente più indietro ma è il Real Madrid. Poi Bayern e PSG in sordina ma occhio a quelle che non mancano mai: le sorprese.

I parigini, soprattutto, hanno Neymar, Cavani, Mbappé, Di Maria, ora anche Icardi, e chi più ne ha più metta. Con la giusta combinazione di scaltrezza e sorte il Paris può arrivare in fondo. Ma le italiane, in tutto ciò, cosa faranno?

Champions League, l’anno buono della Juve?

Partiamo dal presupposto che per Inter, Juve e Napoli i gironi sono alla portata. La Beneamata può arrivare tranquillamente agli ottavi, così come gli azzurri, che stasera debutteranno contro il Liverpool campione in carica (ed avversario cinque volte in un anno): soprattutto per gli azzurri possono esserci sorprese, dal momento che il Napoli, passato il girone, sperando in un sorteggio buono, può dire la sua anche al di là degli ottavi. Le sorprese, ora ci vuole, degli ultimi anni, sono un chiaro esempio: il Tottenham, con tutte le differenze del caso, è proprio un vestito tagliato su misura per la condizione dei ragazzi di Ancelotti. Belli ma mai troppo, bravi ma sempre meno di qualcuno. Pronostico ribaltato alla vigilia?

L’Atalanta, che affronterà anche il Manchester City, ha già vinto: perché in Champions ci è arrivata quando nessuno ci credeva. Ma Gasperini, se leggesse, si arrabbierebbe. Gli orobici possono superare comunque il girone facendoci vivere una battaglia al cardiopalma. E poi c’è la Juventus, che culla la sua ossessione dolcemente e che ci riproverà, perché questa volta le premesse ci sono tutte. La squadra ha anche intenzione di giocare bene, col “maestro” del buon gioco che è stato individuato come l’anello mancante delle precedenti gestioni tecniche. Basterà? Se la forza, l’organizzazione e la Dea Bendata daranno il loro contributo, finalmente, sì. Perché è inutile sottolineare come la Juve sia tra le grandi favorite per la vittoria finale. Ma lo era anche l’anno scorso, poi ci fu l’Ajax. Quest’anno, se il cerchio si chiude come deve, forse non ci sarà nessuno.

SPORTS AGENCY SC24

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