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Benvenuto in Serie A, Romelu

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Benvenuto in Serie A, Romelu

L’Italia è il Paese di chi non ci mette mai la faccia. L’ha capito molto presto Romelu Lukaku, ex centravanti del Manchester United fortemente voluto da Antonio Conte all’Inter e già autore di due reti alle prime battute in Serie A. L’ha capito quando un gruppo di indistinti idioti, vili e codardi, che si confondevano tra tanta brava gente, perché di brava gente ce n’è un po’ ovunque, a Cagliari, l’ha offeso ed insultato solo perché dalla pelle meno bianca della loro, e diciamo anche per fortuna, mentre si apprestava a calciare il rigore che ha poi regalato i tre punti ai nerazzurri.

Il razzismo, nel 2019, in Italia, è un problema. Ce lo siamo detti tante volte e non è un mistero, nemmeno un’ombra ma pura realtà. È la realtà di un paese folle come l’Italia, avvelenato dall’odio e da un clima pesante. È normale, con i governanti che ci troviamo, la situazione culturale vigente da Nord a Sud e la paura dell’altro, del diverso. In Italia siamo nel 2019, ma cent’anni fa, forse, era anche meno pesante la situazione. Era se non altro più giustificata, passateci il termine. Lo era perché il progresso era ancora un miraggio, perché di passi in avanti ce ne erano stati ma quelli fondamentali ancora mancavano. Eppure, in nome di un progresso che non è certificazione di cultura, basterebbe accedere ad internet tramite uno dei nostri potentissimi smartphone e farsi due letture per capire di cosa stiamo parlando. E per capire quanto stupido, vuoto, infondato e meschino sia il razzismo. Che non esiste, appunto, se non come tendenza culturale degenerativa. Ecco, siamo un paese di degenerati, Romelu.

Il comunicato della Nord: un delirio

La cosa più delirante di tutta questa storia è nel comunicato dei “coerenti” tifosi della Curva Nord dell’Inter: semplicemente delirante. I tifosi, gli stessi che accolsero Lukaku tra grida e festa, hanno preso le distanze dalla sua stessa accusa di razzismo difendendo chi si è macchiato di razzismo. Siamo all’apoteosi dell’assurdo. “Buu” solo per timore dei gol che potrebbe fare il centravanti belga, una sorta di “rispetto”; gruppo frequentato da persone di diverse razze (termine che, per la scienza, non significa che niente, n.d.r). Ci vergogniamo di andare oltre. Così come ci vergogniamo di accogliere così un attaccante che ha solo commesso uno sbaglio. Scegliere un paese non all’altezza né per il suo né per un altro lavoro. Benvenuto in Serie A, Romelu. Perché la Serie A, e la gente che affolla i nostri stadi, è questa.

SPORTS AGENCY SC24

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