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Serie A 2019-20, Napoli o Inter: chi chiude (se lo chiude) il ciclo della Juve?

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La Serie A è appena cominciata: a breve definitivo addio al calcio d’agosto, e si entrerà, presumibilmente, nel vivo già da dopo la pausa delle nazionali prevista all’indomani della seconda giornata di campionato. Intanto la prima gara è già agli archivi, inutile provare a tirare un primo bilancio, seppur orientativo, delle sorti di questo campionato. Che però si preannunciava e si preannuncia quantomai avvincente, serio candidato a miglior campionato dell’ultimo decennio.

Decennio che, come è noto, è stato dominato dalla Juventus che, nelle ultime 10 stagioni, dal 2009 ad oggi, ha trionfato per ben otto volte. Chiaro che, come tradizione di pronostico impone, i bianconeri sono i primi candidati alla vittoria finale. Sarebbe la nona consecutiva, ed il dibattito impazza: per alcuni è un bene, per altri un male. Fatto sta che noi di Sportcafé, analizzando una serie di fattori, tracciamo la nostra griglia scudetto (tanto lo fan tutti, n.d.r). E vi spieghiamo perché questa Serie A 2019/2020 potrebbe essere quella della fine del dominio bianconero.

La rincorsa del Napoli ma Ancelotti (e la società) ci credono davvero?

L’antagonista principale della Juventus, quantomeno nell’ultimo lustro, è stata il Napoli: almeno un paio di volte gli azzurri sono andati vicino a scucire il tricolore dal petto dei bianconeri, per un motivo, o per un altro, mancando sempre l’appuntamento con l’occasione decisiva. Scialbo secondo posto quello dello scorso anno, quantomeno senza concorrenza, lecito quindi attendersi qualcosa in più dal team di Ancelotti, sabato fin da subito impegnato nel primo crocevia stagionale allo Stadium proprio contro i campioni in carica. Ma il risultato, mai come in questo caso, non conta: lo scudetto non si vince con la squadra più forte, ma con le restanti. Una sorta di sgravo psicologico per gli azzurri, non particolarmente abituati a reggere determinate pressioni (la stagione 2017-2018, in questo caso, è un chiaro esempio).

La squadra si è decisamente rinforzata, integrando ai punti fissi confermati, ottimi rinforzi, tutti potenziali titolari: Manolas, Di Lorenzo, Elmas, Lozano e probabilmente Llorente vanno a completare, a puntellare una rosa che, mai come quest’anno, non ha perso ma solo guadagnato. Basta questo? Ovviamente no, nonostante Ancelotti e la società unitamente abbiano dichiarato lo scudetto obiettivo principale. Ma non serve solo questo: la sensazione è che la rosa non si sia completata a dovere, il mancato arrivo, almeno salvo clamorosi ribaltoni delle ultime ore, di James Rodriguez, è un chiaro segnale. È lecito attendersi una squadra molto più equilibrata di quella vista a Firenze, capace, con personalità, di realizzare 4 gol ma subendone 3. In altre occasioni, contro altre squadre, certi errori si pagano caro. Il Napoli, è certo, uscirà, ma probabilmente non da subito. Ancelotti dovrà, ora sì, metterci la sua mano. In una squadra costruita da lui, con un mercato condotto da lui. Per ora, però, il pronostico per il Napoli è quello di un terzo posto.

L’Inter di Conte può chiudere il ciclo della Juve?

Il presupposto è uno: l’Inter sta tornando. E lo sta facendo con una base societaria forte ed un progetto unico che coinvolge anche l’aspetto tecnico e più precisamente la componente panchina-campo. Il duo Marotta-Conte, da questo punto di vista, è una sicurezza. Anche in questo caso, giudicare l’Inter dal pirotecnico 4-0 contro il Lecce, è cosa pressoché inutile: la prima giocherà in Champions, la seconda, con ogni probabilità, tornerà in Serie B. Troppo grande la differenza di valori vista in campo. Ma dal rettangolo sono emerse altre cose.

L’Inter, per cominciare, ha tagliato con le primedonne (e relative mogli) ed ha rimesso la maglia al centro del progetto. Ha aggiunto personalità in ogni strato; si è rinforzata con una campagna acquisti che si chiuderà col botto Sanchez; ha reinventato pedine fino a pochi mesi fa spente (Candreva, pupillo del tecnico nerazzurro). Ed ha la sua vera forza in panchina: Antonio Conte, compreso il suo passato bianconero mai rinnegato né rinnegabile, è l’uomo giusto al momento giusto. Ed è l’uomo su cui puntare per tornare a trionfare in Italia. Per più motivi, ma ne elenchiamo solo qualcuno, seppur ovvio: personalità da vendere, grinta a non finire, mentalità vincente, il punto più importante. L’Inter ha in panchina la sua vera forza, quello capace di creare un rapporto di simbiosi con una squadra plasmata a sua immagine e somiglianza: agonistica, competitiva, affamata, capace di non lasciare nulla, nemmeno il fiato, agli avversari. Il più grande pericolo per la Juve, probabilmente, è rappresentato proprio dal team guidato dalla sua ex bandiera. Sì, l’Inter può interrompere il dominio bianconero. Il pronostico, per i nerazzurri, è un fiducioso primo posto. Lottando, fino alla fine. Ma vincendo. Come un po’ tutta la storia di Antonio Conte.

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