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In che direzione è andata la carriera di Mario Balotelli?

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In che direzione è andata la carriera di Mario Balotelli?

Dopo una lunga parentesi all’estero, tra Manchester City, Liverpool, Nizza e Marsiglia, Mario Balotelli torna in Italia ed in Serie A. Ma mai come questa volta proprio a casa, dal momento che da ieri SuperMario è un nuovo giocatore del Brescia. E probabilmente, non ce ne vogliano le Rondinelle, il migliore che i lombardi possono sfoggiare in vetrina. Presentazione ed ovazione da parte dei suoi nuovi tifosi ed a buona ragione. Solito muso duro nel rispondere a quanti parlavano di tensione, pressione e via dicendo. Ma Balotelli al Brescia, in fin dei conti, è una gran, bella storia. Come se ne vedono sempre di meno nel calcio moderno. Però, nonostante tutto, non sono in pochi ad essersi posti una domanda alla ufficialità del trasferimento di Balo al Brescia: ma veramente? Noi, di domande, ce ne siamo poste altre.

La parabola discendente di un predestinato con la testa sbagliata

Balotelli al Brescia è una bella storia, assodiamolo. Ma Balotelli al Brescia, con tutto il rispetto, è anche la storia di un grande, grosso spreco. Quello dell’enfant prodige che stregò Mancini ed il calcio italiano, che fece arrabbiare, e non poco, Mourinho ed i tifosi nerazzurri. Quello della maglia lanciata all’aria ma anche dei gol in Champions League, alcuni anche decisivi. Quella di un trionfatore diciannovenne, tra Champions, Coppe Italia e Serie A, che veniva ceduto all’estero, ventiduenne, facendo gridare allo scandalo. Da lì l’eclissi, tra poche luci. L’Europeo 2012 lasciava presagire ben altri scenari, ed invece…

In che direzione è andata la carriera di Mario Balotelli?

Poi il Milan, qualche luce, dicevamo, ma mai la consacrazione. Il diciannovenne fenomeno vittima di se stesso, ormai uomo, incapace di essere grande. Leader e guida. Sempre sulla bocca di qualcuno, sempre tra foto, “balotellate”, gossip, esclusioni. Poi il Liverpool, un trasferimento ottenuto solo grazie alle trame di Mino Raiola. Infine la Ligue1, nella piena maturità calcistica, la dimensione giusta: prima Nizza, poi la breve ma intensa parentesi all’Olympique Marsiglia. Poi, svincolato, ancora in cerca di una sistemazione. Infine Brescia, sì, storia romantica. Ma non troppo, non tanto, non seriamente. Se quella di Balotelli, nel calcio moderno, fosse davvero stata un’altra storia come doveva essere.

Poteva tornarsene, a casa, in tutti i sensi. A chiudere la sua parabola magari trentacinquenne, e non prima. In cerca di un rilancio e di una nuova consacrazione. Nel mondo di oggi, le seconde possibilità sono sempre più rare. E Balotelli ne ha già avute due o tre. A Brescia non va come Baggio, da mito e leggenda. A Brescia va come Mario Balotelli, che poteva essere e non è stato. E forse, stavolta, e lo diciamo con dispiacere, è veramente troppo tardi…

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