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Da campione a bidoncino, il curioso caso di Paulo Dybala

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Da campione a bidoncino, il curioso caso di Paulo Dybala

Era cominciato tutto come in un film: il predestinato che va alla Juve a prendersi l’eredità di Del Piero, il numero 10, gran parte di una storia ultracentenaria, il sogno di un bambino che diventa realtà. Le migliori premesse per un avvenire che poteva e doveva essere di Paulo Dybala. La Joya doveva, o avrebbe dovuto, rappresentare grossa parte del luminoso futuro bianconero. Il fulcro del progetto, l’investimento più grande, l’enfant prodige da valorizzare. Il volto del club nel mondo.

Premesse e condizionali d’obbligo, perché oggi, nella torrida estate 2019, quando sono passati 4 anni dall’incipit della storia bianconera dell’argentino, tutto è cambiato. Paulo Dybala, osannato come futuro Messi, campione prima ancora di esserlo, è diventato un bidoncino (almeno per l’originalità, o presunta tale, di certi colleghi, n.d.r). Una chiara involuzione, resasi totalmente evidente nello scorso campionato. Un immenso bah.

Il curioso caso di Paulo Dybala: prima di Ronaldo

Parliamoci chiaro: da un ragazzino, tale era infatti Dybala all’arrivo alla Juve, ci si aspettano tante cose, e non tutte positive. L’argentino non ha mai fatto parlare di sé, ma negli anni, ha alternato prestazioni eccezionali ad altre meno buone. Normale, quando si è giovani e si ha già una grande responsabilità come quella di indossare la maglia bianconera. Eppure Dybala di cose ne ha fatte vedere e come: gol, giocate, invenzioni, tutto nella giusta direzione. In particolar modo due stagioni fa, quando ha condotto la Juve quasi in finale, dopo averne giocate due (entrambe, come si sa, perse). In alcuni frangenti, c’è da dire, il talento argentino è venuto meno, ma in altri no.

La continuità non è mai stata la stessa di Del Piero, che negli anni d’oro si seppe affermare come uno dei migliori al mondo. Ma le premesse c’erano tutte, al netto di qualche screzio con il vecchio allenatore Allegri, costretto più volte a tirargli le orecchie. Con Higuain ha saputo formare una buona coppia, imponendosi come il principale interprete tra i due. Le cose sono cambiate con l’arrivo del giocatore del secolo, Cristiano Ronaldo.

Il curioso caso di Paulo Dybala dopo CR7

Nell’anno di Cristiano Ronaldo alla Juve tutte le contraddizioni di Dybala sono venute fuori. Tralasciamo l’unico acuto, la tripletta a Old Trafford contro il Manchester United, segnaliamo invece i gol totali, pari a quelli di Di Lorenzo nella scorsa Serie A (e tra un esterno basso ed un attaccante, diciamo, ce ne passa eccome). Poi tanta panchina, pochissimi acuti, e tantissima ombra. L’ombra di Cristiano Ronaldo, il fenomeno che ha messo nel dimenticatoio Paulo Dybala. E con Sarri il feeling sembra non essere nemmeno sbocciato.

Nel calcio di oggi, che dimentica tutto dopo aver preteso ogni tipo di cosa, non c’è più spazio per i sentimentalismi. Quattro anni dopo Paulo Dybala, il 10, il futuro, è stato proposto prima al ManUtd, poi al Tottenham. Potrebbe sì restare, ma come ultima spiaggia. In assenza di altre vie alternative. Da campione a bidoncino, da imprescindibile a bidoncino. Il curioso caso di Paulo Dybala, che la Juve cerca di piazzare. Sarebbe il colpo del KO se si usasse poi la Joya per arrivare a Maurito Icardi. ¿Estás listo, Paulo?

SPORTS AGENCY SC24

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