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Le parate di Mirante e Musso, i brividi di Wallace e i gol di Quagliarella

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Mirante

Voto 1 Wallace. No, non è la Lazio a scansarsi contro l’Atalanta. È il suo centrale di difesa brasiliano, autore di una serie clamorosa di errori durante una partita fondamentale. Posizioni sbagliate, retropassaggi assassini, autorete grossolana. Per la finale di Coppa Italia, forse è meglio scegliere altro. HORROR

Voto 2 Bakayoko. Biglia si fa male, Gattuso si gira verso la panchina, indica l’ex centrocampista del Chelsea. Che risponde di no. Questo è lo spirito di squadra, questa è la voglia di aiutare i compagni a raggiungere la Champions League. Sarà pure alto quasi due metri, ma tra la figuraccia della maglia di Acerbi e il gran rifiuto di ieri Bakayoko è sempre più minuscolo. VILE

Voto 3 Fiorentina. Come le sue sconfitte consecutive in campionato. Mentre la protesta contro i Della Valle imperversa e Montella sembra in balia di una squadra allo sbando, la classifica recita 13esima posizione. E una salvezza che, ironia della sorte, ancora non è matematicamente certa. IN CADUTA

Voto 4 Colley. Il difensore gambiano della Samp finisce ancora nella parte insufficiente del nostro pagellone. Già con la Lazio aveva avuto modo di sfoggiare il suo pessimo stato di forma, poi con il Parma al Tardini conferma le brutte impressioni. Con tanto di rosso come ciliegina sulla torta. BOCCIATO

Voto 5 Bernardeschi. La palma del deludente va stavolta al buon Bernardeschi, che nel derby della Mole non riesce a fare nulla, risultando mai incisivo e sempre irritante. La Juventus avrà pure vinto lo scudetto, ma per crescere bisogna onorare tutte le partite. Altrimenti in Europa, poi, si fanno brutte figure. BAMBINO

Voto 6 Spal. Uno 0 a 4 perentorio contro il Chievo. Una goleada che nonostante sia arrivata contro una squadra già retrocessa, dà comunque un’iniezione di fiducia e felicità ai ferraresi. Che per il terzo anno consecutivo staranno in Serie A. Merito di Semplici, merito di Petagna, Lazzari, Kurtic, Bonifazi. Merito di una dirigenza che investe e progetta. E di una tifoseria che sostiene nonostante tutto. SOLIDI

Voto 7 Musso-Dragowski. Una doppietta di portieri si aggiudicano un bel 7. Il portiere argentino dell’Udinese, che blocca l’Inter sullo 0 a 0. E il polacco dell’Empoli, già finito tra i nostri voti, che tiene contro Biraghi, Chiesa e Muriel, portando la propria squadra alla vittoria nel derby toscano. Nomi non altisonanti, ma affidabili. EFFICIENTI

Voto 8. Mirante. Un portiere della Roma che parava i rigori mancava da tempo immemore. Ma Mirante non si limita a parare il tiro dagli 11 metri di Sanabria, tiene soprattutto a galla la squadra giallorossa, che dallo 0 a 1 sarebbe potuta passare ad un clamoroso 2 a 1. PROVVIDENZIALE

Voto 9. Quagliarella. 36 anni e non sentirli. Il Fabione nazionale continua a segnare, altra doppietta contro il Parma, sempre più primo nella classifica marcatori: 25 reti davanti a Zapata (22) e Cristiano Ronaldo (21). Il premio alla carriera è veramente vicino. IRRESISTIBILE

Voto 10 Gomez. La sua Atalanta ha ormai distanziato la Roma e punta addirittura l’Inter al quarto posto. Stavolta l’uomo copertina è lui, che semina il terrore nella retroguardia laziale, siglando assist a ripetizioni, mettendo a segno giocate uniche. Un’estate fa ballavamo con il Papu, ma è lui a far ballare le difese avversarie. BALLERINO

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