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La Opinión

Tutti vogliono Allegri via, tranne Agnelli

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Max Allegri, la sua Juventus affronterà il Palermo nell'ottava giornata di Serie A

Allegri è stato già licenziato. Sì, però dai tifosi. Sui social è tutto uno scrivere, sbraitare, trattare coi guanti Ronaldo. Come se l’allenatore dei cinque scudetti, delle quattro Coppe Italia, delle Supercoppe e delle finali di Champions sia l’umido da gettare fuori il mercoledì sera, con preavviso di un giorno. E’ stato tanto gustoso, ma quelli che restano sono scarti. E vanno buttati.

Ed è difficile dare torto ai supporters, che negli occhi hanno la nuova impresa dell’Ajax e le scoppole che ha preso la Juventus nell’ultima e vana gara di Champions. Poi c’è Messi, il Barcellona, il Liverpool schiantato – ma col modus operandi di Max, ossia contenere e ripartire – e soprattutto la consapevolezza amarissima che pure con Ronaldo, questa Juve, difficilmente avrebbe potuto fare di più o pretendere qualcosa di concreto per via del suo modo di giocare. Ci voleva un capro espiatorio e tutti gli indizi hanno portato insindacabilmente a Max. Poverino. Fino a un certo punto.

Ma se tutti vogliono Allegri via, di sicuro Agnelli non lo vuole. O almeno: non può permetterselo. Non ci sono concreti upgrades all’orizzonte. Ci spieghiamo: non c’è un tecnico che lo possa superare in gestione, tecnica e tattica. Non in tutti e tre. Perché Conte non è ritenuto tale – pure se sta aspettando solo un segnale dal presidente bianconero -, mentre Mou è un voltagabbana e potrebbe spaccare laddove va solo continuato a coltivare. Allegri, dal canto suo, aspetta e detta le condizioni. Vuole un progetto. Ne avrà uno. E continuerà. Con tanto di sberleffi ai tifosi.

Francesco Orbino

SPORTS AGENCY SC24

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