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La Opinión

Cornuti, mazziati ma soprattutto contenti: la deriva della Serie A

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Cornuti, mazziati ma soprattutto contenti: la deriva della Serie A

Impensabile. Impensabile ed imbarazzante, allo stesso tempo. La Juventus, sabato prossimo, può laurearsi campione d’Italia. Per l’ottavo anno di fila, il che è già oltre l’eccezionale. Prima di Pasqua, sicuramente, una cosa imbarazzante. Per tutte le altre diciannove in Serie A. Il pareggio del Napoli, l’anti-Juve a meno venti, consegna difatti lo scudetto ai bianconeri. Serve un punto, contro la Spal, sabato a Ferrara. E poi, figurarsi, si parla di concorrenza, di contrasto al potere juventino. E passi anche la solita tiritera sulla sudditanza: i fatti oggi dicono che la Juve vince e domina da anni. Senza trovare rivali ed anzi lasciando dietro di sé il nulla. La Serie A, tutta protagonista nella polemica della nostra settimana, è letteralmente alla deriva.

Un campionato, un insulto

In Europa in ogni campionato esistono dominanti e dominati, ma in Italia, in Serie A, quest’anno si è toccato il fondo. La Juve ha vinto, stravinto, accumulando punti su punti e soprattutto non commettendo errori, nemmeno minimi, che avrebbero in qualche modo costretto i bianconeri ad una fatica diversa, in fasi clou della stagione come questa che stiamo vivendo. Insomma la Juve, che aveva già praticamente azzerato la concorrenza in estate, si è tutelata ancor di più macinando punti dopo punti per non arrivare, come lo scorso anno, a giocarsi il titolo sul fotofinish. Da grande squadra, di tradizione e mentalità, ci è riuscita. E chi doveva colmare il gap? Lasciato indietro senza possibilità di repliche, impantanato nel limbo proprio degli eterni secondi, terzi, quarti, quinti e così via. La Juve ha giocato un campionato a parte che, praticamente già ad ottobre, le è stato consegnato di ufficio. Con una resa della concorrenza che francamente è da ufficio indagini. Ed è un insulto, vero e proprio, per le migliaia di tifosi che affollano gli stadi ogni domenica.

La deriva in un tunnel che non finisce mai

La Juve ha battuto tutte le sue presunte rivali, sia all’andata, sia al ritorno. Le ha fatte capitolare in ogni modo e con ogni mezzo. Si è presa le solite, italianissime accuse, e non le è stato riconosciuto ancora da nessuno il giusto merito di essere la più forte. Mentre il Milan pareggiava contro l’Udinese, l’Inter perdeva a Cagliari, il Napoli ad Empoli, la Lazio continuava ad alternarsi, la Roma in balia del nulla cosmico perdeva punti, la Juve le vinceva tutte. E sarà sempre così, fissatelo bene in mente fino a quando il Cagliari, a San Siro, farà l’Inter e l’Empoli il Napoli e così via. La differenza sta tutta qui. Ed è abissale, profonda, lontana. E, purtroppo, ancora lunga. Per i tifosi, per noi, che chi vi scrive. Stanchi non del dominio di una squadra nettamente più forte ma della passività di tutte le altre. Qualcuno lo dica a gran voce in tutte le sedi. Il prossimo anno, se così deve andare, chiudete il tunnel buio ed infinito. Ditecelo una volta per tutte e fatelo sapere per tempo che così la Serie A non la guardiamo più.

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