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La sostanza della Lazio, il rispetto di De Paoli e la Pasqua di Destro

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Destro

1 Tifosi Roma. Non ci si può fermare a quanto succede in mezzo al campo o sugli spalti. Molte volte bisogna andare fuori. A Centocelle ad esempio dove due gruppi di tifosi giallorossi se le sono date di santa ragione, tra di loro, scatenando una vera e propria guerriglia urbana. Una spaccatura interna alla Curva Sud giallorossa che risale almeno all’ultimo derby, ma che ora rischia veramente di degenerare. VIOLENTI

2 De Paoli. Che il Chievo sia già mentalmente in Serie B è un dato di fatti. Ma il modo in cui affronta la partita il difensore gialloblu è veramente pessimo: svogliato, mai incisivo, in balia degli eventi. E nervoso, come dimostra l’imperdonabile rosso preso dopo una manciata di minuti del secondo tempo. IRRISPETTOSO

3 Spalletti. Ennesimo flop di stagione, ennesima partita finita a fissare il vuoto. Il tecnico di Certaldo sta per arrivare al capolinea della sua avventura milanese: ha perso il controllo dello spogliatoio, se la prende con Icardi in conferenza, non riesce a smuovere la squadra. SMARRITO

Voto 4 Olsen e la difesa della Roma. 4 come i gol presi dal Napoli anche questa volta. 43 reti subite in 29 partite giocate. Ma aldilà dei numeri c’è la totale inadeguatezza della squadra, e in particolare del reparto difensivo, di arginare gli avversari. L’Europa è sempre più lontana, i remi sono già tirati in barca. ALLA DERIVA

5 Fiorentina e Torino. Le squadre con più pareggi in Serie A: 14 i viola e 12 i granata. Un pareggio che grida vendetta, un risultato amaro per la corsa europea. Si poteva approfittare dei passi falsi di Roma e Inter, e invece non si è trovata la forza per farlo. AMORFE

Voto 6 Barella. Certo, il Chievo è forse l’avversario più abbordabile del momento, ma la partita del Cagliari e di Nicolò Barella è praticamente perfetta. Il centrocampista azzurro è protagonista di tutte le azioni, è il metronomo dei sardi ma anche il mastino del centrocampo, capace di fare con la stessa qualità entrambi le fasi. Buona crescita. MODERNO

Voto 7 Lazio. Tra i due litiganti, anzi i tre, va a finire che a godere, e a entrare in Champions, è il quarto. I biancocelesti, con un gol di Milinkovic Savic, hanno vinto lo scontro diretto con l’Inter, sono a tre punti dall’ultimo piazzamento per l’Europa dei grandi e una partita da recuperare con l’Udinese. Senza proclami, senza maghi in dirigenza, senza fenomeni plurimilionari in campo. SOSTANZA

Voto 8 Kean. Per la seconda settimana consecutiva l’attaccante della Juventus finisce nella top 3 della nostra pagella. Ancora un gol pesante, stavolta nella vittoria contro l’Empoli, a suggellare un campionato dominato con facilità. A Kean, invece, il merito di essere decisivo anche partendo dalla panchina. VETERANO

Voto 9 Destro. Ma anche Orsolini, Sansone e lo stesso Sinisa Mihajlovic, che aveva preso il Bologna lo scorso 28 gennaio con 14 punti in classifica. Ora, per la prima volta, i felsinei sono fuori dalla zona retrocessione. E devono dire grazie soprattutto al gol, al 96esimo, di Mattia Destro, attaccante da tempo ai margini del progetto tecnico, rimesso al centro e fatto sentire importante proprio dall’allenatore serbo. Pasqua deve ancora arrivare ma lui è già RESUSCITATO

Voto 10 Gasperini. Dal punto di vista comportamentale lo abbiamo bacchettato tante volte. Ma da quello tattico dobbiamo alzarci ancora una volta in piedi. Se l’Atalanta può sognare l’Europa è merito anche suo che contro il Parma azzecca tutte le mosse: Pasalic titolare, il cambio al momento giusto con Ilicic, Gomez arretrato. Altra vittoria pesante, visti i punti mangiati a Roma e Inter. SCACCHISTA.

SPORTS AGENCY SC24

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