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La Opinión

Spalletti ci ha ricordato che nel calcio certi valori contano ancora

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Spalletti ci ha ricordato che nel calcio certi valori contano ancora

Non è il miglior periodo in casa Inter, ed è ormai cosa nota. Tiene banco, da ormai più di quaranta giorni, la questione relativa all’ex capitano Mauro Icardi, fuori per più di un mese e ritornato ad allenarsi in gruppo dopo l’incontro con i vertici del club meneghino. Ma ieri, probabilmente, è successo quel che nessuno si sarebbe aspettato. L’Inter ha poi perso contro la Lazio, in casa, in una sfida fondamentale per la qualificazione in Champions League. Sul banco degli imputati è immediatamente finito Luciano Spalletti.

La colpa del tecnico di Certaldo? Quella di aver escluso dalla lista dei convocati Mauro Icardi, in un momento di assoluta emergenza, a causa anche della assenza di Lautaro Martinez. Gli stessi inquisitori di Spalletti hanno forse dimenticato che non meno di due settimane fa l’Inter ha schierato Ranocchia in attacco. Allora, dove era Icardi? Ma quel che conta, nella nostra polemica della settimana, è che Spalletti ci ha ricordato che nel calcio certi valori contano ancora.

La lezione di Luciano

“Come ho trovato Icardi? Un giocatore nuovo. Dobbiamo reinserirlo, è da tempo che non è con noi” – era cominciata così la conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Lazio, stupendo tutti i presenti in sala ed i tanti tifosi che pure sono dalla parte di Maurito, e noi stiamo ancora a chiederci con quale faccia e con quale dignità, se uno offende così tanto la maglia di un club glorioso. Spalletti, vogliono voci di spogliatoio, non ha ben digerito l’atteggiamento freddo, a tratti superbo e spocchioso, dell’ex capitano nerazzurro. La squadra, gran parte di essa almeno, al netto delle fandonie che racconta Wanda Nara ormai da settimane, meritava forse un discorso. Che non c’è stato. Ed allora Spalletti, con quel che ha fatto, ha dato una lezione a tutti. Certe cose, nel mondo del calcio, contano ancora. Certi valori sono ancora presenti, certi principi, su tutti l’insindacabile sacralità dello spogliatoio, sono ancora validi. E questo, forse ad Icardi e compagna non l’avranno insegnato. E di sicuro non l’hanno capito, in tutte queste settimane. Dateci più Spalletti, meno Icardi.

Una credibilità necessaria

“Ora ci sono altri dentro, è giusto che giochino altri. Lui poteva anche giocare, ma bisogna stare dentro lo spogliatoio ed avere credibilità. La trattativa per far giocare Icardi è umiliante” – così, invece, Sempre Spalletti nelle interviste post-partita. Senza filtri e senza conoscere mezze misure, ma con l’instancabile e impareggiabile valore della dignità. Quella sì che non ha prezzo, e forse anche questo Mauro e moglie non sanno e non hanno imparato. Spalletti ha fatto la sua scelta, prendendosene tutte le responsabilità, isolando la squadra e lanciandosi a capofitto tra le zanne della critica, dei tifosi. Perdendo una partita che forse inclina ancor di più il suo futuro all’Inter. Ma non perdendo la faccia e la sacralità dei suoi valori. Come fa un capitano. Ecco, Spalletti ha fatto il capitano. A differenza di Icardi, che non è né Messi né Cristiano Ronaldo, ma che ha avuto la presunzione di tenere in scacco un club che l’ha reso giocatore. E questa è una cosa che non potrà mai essere smentita.

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