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Da scommessa a Mister 150 milioni: Milinkovic, il diamante della Lazio

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Milinkovic Storie di Sport Lazio

Mister 150 milioni. Questa è l’espressione che ha segnato tutta l’estate di Sergej Milinkovic. Il serbo era, ed è tutt’ora, l’oggetto del desiderio di molto top club europei. Il centrocampista però, nonostante una serie infinita di voci, è rimasto alla Lazio. Dopo un avvio difficile, si sta pian piano riprendendo la scena, dimostrando di essere un pilastro imprescindibile nello scacchiere tattico di Simone Inzaghi. La sua è una storia tutta da raccontare.

Gli inizi in patria

Nato a Lleida, in Spagna, il 27 febbraio del 1995, ha mosso i suoi primi passi nelle giovanili del club serbo del Vojvodina.  Il suo esordio in prima squadra arriva il 23 novembre del 2013. La prima rete da professionista è invece datata 9 marzo 2014. Il 7 maggio dello stesso anno vince il suo primo trofeo, la Coppa di Serbia. La sua prima stagione si chiude quindi con 16 presenze, 4 reti e un trofeo.

La maturazione al Genk

Dopo una sola annata nel club che lo ha lanciato nel club professionistico, Milinkovic passa ai belgi del Genk. Un affare da circa 400 mila euro. Il buon Sergej mette subito in mostra le sue qualità, giocando con continuità e regolarità. In terra fiamminga il serbo cresce e matura. La sua stagione si conclude con 24 presenze e cinque reti. Numeri davvero non indifferenti per chi ha appena 20 anni. Ed ecco che, nell’estate del 2015, su di lui si scatena un’asta che vede protagoniste Lazio e Fiorentina. I viola sembrano spuntarla, ma il classe 1995 ci ripensa e firma con i biancocelesti. Insomma, Igli Tare ha messo a segno un vero e proprio colpo.

La nascita di una stella

I suoi primi mesi in biancoceleste sono di vero e proprio ambientamento. Pioli lo considera una riserva di lusso, concedendogli molto spazio. Il centrocampista ripaga questa fiducia, segnando il suo primo gol con la squadra capitolina nella sfida di Europa League contro il Dnipro, datata 17 settembre 2015. Ma è la sua prima marcatura in Serie A ad avere un sapore particolare, in quanto realizzata al Franchi contro la Fiorentina. La sua prima annata a Roma si chiude con 35 presenze e 3 reti. La vera svolta arriva però con l’approdo in panchina di Simone Inzaghi. Quest’ultimo decide infatti di utilizzare il buon Sergej in una posizione più avanzata, sfruttando sia le sue capacità di inserimento che la sua abilità nell’infastidire la trama di gioco avversaria. Mai scelta fu più azzeccata. Milinkovic diventa un pilastro imprescindibile e mette in mostra giocate sopraffine, ma anche utilità tattica. Il punto più alto sono i due derby di semifinale di Coppa Italia, dove il classe 1995 realizza due gol decisivi. Nove assist e quattro reti testimoniano la sua crescita esponenziale. È nata una stella all’ombra del Colosseo.

Tra sogno Champions e mercato

Il resto è storia della passata stagione, dove il serbo esplode definitivamente. Per lui parlano i numeri: 14 gol e 8 assist. Insomma, un’annata a dir poco stratosferica. Sergej diventa il centrocampista più prezioso della Serie A per qualità, talento, duttilità tattica e impatto sulla partita. La Lazio scopre di avere un vero e proprio gioiello che può valere oro. Il sogno Champions per gli uomini di Inzaghi sfuma all’ultima giornata contro l’Inter, ma le prestazioni rimangono. L’estate tribolata dell’ex Genk è storia recente. Le voci di mercato lasciano il segno e nei primi mesi del 2018/2019 il rendimento cala. A dicembre però arriva la svolta. Milinkovic ritrova il gol e l’esultanza con le lacrime in Lazio-Cagliari è il simbolo di un attaccamento e di una grande fame. La scena in questi ultimi mesi deve essere di nuovo sua. La qualificazione in Champions passa dai suoi piedi. E, in un certo senso, anche il suo futuro. Perché quell’espressione mister 150 milioni non era certo frutto di un puro caso.

SPORTS AGENCY SC24

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